"Il sapere non ha bisogno nè di padri nè di preti": basta questo striscione posto sotto la statua della Minerva simbolo dell'Università "La Sapienza" a definire la pochezza intellettuale di un'orchestrata ideologica opposizione alla visita di Benedetto XVI nell'Ateneo romano, fondato nel 1303, proprio da un Papa, Bonifacio VIII.
Dall'ingenua sicumera di quanti docenti hanno firmato un appello al Rettore perchè annullasse l'evento "incongruo", così tradendo un'irragionevole paura al confronto, ai seguaci dell'intolleranza e della censura, ai paladini della "laicità della scienza e della cultura", come si legge nella stessa lettera inviata al prof. Renato Guarini, a motivare la scesa in campo contro il diritto di parola dell'eminente teologo, vescovo di Roma, successore di Pietro, capo della cristianità nel mondo, in un ambito accademico.
Che studenti e giovani universitari ideologicamente avversi e spiritualmente lontani dalla predicazione di Benedetto XVI avessero colto questa occasione per manifestare il loro dissenso sarebbe stato nell'ordine delle cose, di certo motivo di confronto anche aspro e perfino di scontro intellettuale, o al contrario di incontro e dialogo. Ciò che non trova fondamento proprio nello Stato laico è proibire la libertà d'espressione a chiunque non abusi di tale diritto costituzionale per delinquere.
Resta un dubbio che spero gli illustri accademici 'antipapa' vogliano dipanare magari con una Lectio Magistralis: cos'è la scienza laica e la cultura laica? C'è scienza e scienza? C'è cultura e cultura? Chi sono gli scienziati laici e quelli no? Chi sono gli intellettuali laici e quelli no? E chi sono quelli che meritano di entrare nella storia del sapere dell'umanità e quelli no? Perchè altrimenti dovremmo svuotare massima parte delle nostre biblioteche e licenziare gran parte dei docenti universitari impegnati a propagare saperi della grande tradizione cristiana fondante la nostra cultura occidentale.
Riguardo poi i tempi odierni lo scienziato o l'intellettuale che aderisse liberamente al pensiero cristiano in qualche ambito del sapere rischierebbe la scomunica dell'Accademia?