24 anni, si chiama Anis Amri. “E’ un sospettato non necessariamente il colpevole”, ha chiarito il ministro dell’Interno tedesco de Mazie’re. Ma si ritiene sia “armato e pericoloso” il giovane tunisino arrivato in Italia nel 2011, come minore non accompagnato, poi giunto nel 2015 in Germania, che nel giugno scorso aveva respinto la sua richiesta d’asilo, ma l’espulsione era stata negata da Tunisi, poiché il giovane tunisono non aveva documenti validi per accertarne l’identità. Avrebbe infatti usato almeno sei nomi e tre diverse nazionalità. Risulta sia stato anche arrestato due giorni a luglio per un controllo. Ora lo stanno cercando soprattutto nella regione del Nordreno-Vestfalia: qui si trova un centro di accoglienza dove ha vissuto. Ma lo cercano anche in altri Paesi europei, con un mandato di cattura internazionale emesso nella notte scorsa, dopo che era stato discolpato e liberato il giovane 23enne pakistano, ritenuto in un primo momento essere il colpevole del tragico attentato. I media tedeschi riferiscono di indagini anche fra i feriti della strage. Si è appreso intanto che l’autista polacco del Tir, rimasto ucciso, avrebbe cercato fino all’ultimo, lottando con l’attentatore, di deviare la folle corsa del mezzo pesante.