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Auditel, è ora di riformarlo

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Articolo in: Quotidiani e riviste  

Da "Il Tirreno" di Miriam Monteleone 11/04/2010

Auditel, è ora di riformarlo
FIRENZE. Si chiude oggi al cinema Stensen la seconda edizione del festival "Italiani Brava Gente", curato da www.cinemaitaliano.info. Una tre giorni dedicata ai documentari che, accanto alla gara tra lungometraggi, ha visto proiezioni, incontri
 

L'iniziativa, costretta a emigrare per mancanza di fondi da Prato a Firenze - il sito di cinema che organizza la manifestazione è gestito da due cinefili pratesi - ha visto il sostegno della Regione Toscana e della Mediateca Film Commission.
A gareggiare documentari ispirati all'Italia di oggi che trattano temi come la crisi economica e politica di inizio millennio, i giovani e la precarietà e la cultura televisiva. Un argomento a cui si ispira anche il lancio della campagna nazionale per la Riforma dell'Auditel, in programma per oggi alle 19. «L'Auditel - dicono i promotori - usa meotodologie obsolete. È una società privata nata per dare un prezzo agli spot e vede associati Rai, Mediaset e pubblicitari, i controllati sono anche i controllori. La ricerca esasperata dell'audience ha appiattito le proposte su pochi generi e contenuti». Tra i promotori la giornalista e il regista Cesare Cantù che oggi presenteranno l'iniziativa invitando a sostenerla su Facebook. «Metodi alternativi sono possibili per rilevare la qualità dei programmi percepita dal pubblico. La tv digitale interativa - dicono - permette un rilevamento diretto».
Tra i finalisti del festival c'è anche Elisa Fuksas, figlia del noto architetto, in gara con un lavoro a tre mani dal titolo "L'Italia del nostro scontento". Tra i fuori programma la proiezione di "L'uomo che verrà" di Giorgio Diritti (presidente della giuria); il pluripremiato "Fuga dal Call center" di Federico Rizzo e il documentario sul terremoto "L'Aquila Bella mè" di Pietro Pelliccione e Mauro Rubeo.

 

 

 

 

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