Ieri, nella meditazione introduttiva pomeridiana, mons. De Donatis si è soffermato sulla disposizione interiore per iniziare gli esercizi spirituali, ricordando la necessità di aprirsi all’ascolto dello Spirito Santo, per prepararsi a vivere un rapporto profondo e personale con Dio, in modo da comprendere veramente tutta la realtà e il nostro posto nell’ottica della giusta luce, che viene dal Padre. Nel secondo giorno di meditazione, mons. De Donatis si è riferito, stamane, al brano evangelico della tempesta sedata, per sottolineare come il mondo, anziché riconoscere la presenza e l’opera di Dio, se ne spaventa, e questo avviene quando nei cuori non abita più Cristo, ma una religione sterile, quella di un Dio tremendo, orribile, che non usa misericordia. Da qui il monito a fuggire il fariseismo, secondo cui dal peccato ci alziamo da soli, e la prassi dell’ascesi tratta dallo stoicismo: “bisogna fare questo, io farò questo”. Ma il Signore, ha sottolineato il predicatore, arriva attraverso altre vie. E così ci fa capire che entrambi questi atteggiamenti non rappresentano la strada giusta. È necessario dunque purificare il nostro animo dalle false immagini di Dio per poter iniziare un vero cammino di vita autentica.