Se “Dio è il Signore delle sorprese”, come sottolinea il tema del Pellegrinaggio, allora – ha premesso il Papa rivolto ai giovani - “non abbiate paura di sognare un mondo più giusto, di domandare, di dubitare e di approfondire. Voi sapete che la fede non è un’eredità che riceviamo dagli altri, la fede non è un prodotto che si compri, ma è una risposta d’amore che diamo liberamente e costruiamo quotidianamente con pazienza, tra successi e fallimenti. Non temete di lanciarvi nelle braccia di Dio; Dio non vi chiederà nulla se non per benedirlo, moltiplicarlo, ridarvelo cento volte tanto”.La voce di Francesco è risuonata ieri sera nello stadio di Macerata alla vigilia di due eventi densi di attese per i credenti e per tutti.
“Sono davvero felice che il vostro pellegrinaggio quest’anno si svolga proprio nella notte che precede la festa dello Spirito Santo, la Pentecoste, e l’incontro di preghiera che si terrà domani in Vaticano, per invocare il dono della pace in Terra Santa, nel Medio Oriente e in tutto il mondo”.
Quindi ancora un’esortazione del Papa ai giovani: “non lasciatevi scoraggiare dai perdenti o dai paurosi che vogliono togliere il sogno, che vi vogliono rinchiudere nelle loro mentalità buie invece di lasciarvi volare nella luce della speranza. Per favore: non cadete nella mediocrità! In quella mediocrità che abbassa, che fa una cosa grigia… Ma la vita non è grigia, la vita è per scommetterla per grandi ideali, per grandi cose”.
“…continuate ad irradiare intorno a voi luce e speranza. E sapete: la speranza non delude, non delude mai! Nulla si perde con Dio, ma senza di Lui tutto è perduto”.