"Basta con l'Auditel": è la rivoluzionaria campagna lanciata dalle associazioni "Megachip" e "Articolo 21" per porre fine a questo sistema del tutto inaffidabile di rilevamento degli ascolti televisivi. Sistema che
"Basta con l'Auditel": è ora di porre fine al monopolio del rilevamento degli ascolti televisivi da parte di una società privata che svolge impropriamente un ruolo pubblico, diffondendo ogni giorno dati che contrariamente a quanto propagandato nulla hanno a che vedere con la reale visione e gradimento degli spettatori.
E' giunto il momento di creare una grande alleanza nel Paese per liberarsi di questo strumento così fallace che tanti danni ha provocato assurgendo al ruolo di giudice insindacabile dell'intera programmazione televisiva, con gravi conseguenze sociali, culturali e politiche nella vita democratica.
Nel corso dell'incontro verrà illustrata una petizione perchè l'Authority per le comunicazioni svolga secondo legge le rilevazioni degli ascolti radiotelevisivi e verrà lanciato un appello per segnalare le famiglie del campione Auditel, la cui lista è segreta, allo scopo di smascherare l'inattendibilità del metodo e della tecnica utilizzata, così come già emerso dalle testimonianze delle poche famiglie uscite allo scoperto sulla stampa. Saranno poi presentati gli spot della campagna e brani di una videointervista realizzata con una famiglia campione Auditel.
Oggi ci sono le prove concrete per affermare che l'Auditel è un sistema 'bugiardo', così come documenta il libro "La favola dell'Auditel", scritto da una giornalista della Radio Vaticana, Roberta Gisotti, e pubblicato dagli Editori Riuniti.
Come ci spiega questo libro l'Auditel nasce da un malaugurato patto stretto nel 1986 tra i protagonisti della scena televisiva - la Rai, l'allora Fininvest oggi Mediaset e l'Upa gli utenti di pubblicità per dare un prezzo agli spot pubblicitari. Per un clamoroso equivoco l'Auditel si è però trasformato in giudice insindacabile dell'intera programmazione televisiva e sempre più anche dell'informazione giornalistica, con gravissimo danno per la stessa vita democratica. Si è infatti creata una pericolosa sovrapposizione tra società mediatica e società politica, laddove i dati Auditel hanno assunto la valenza di consenso. Senza che nessuno lo abbia pubblicamente dichiarato siamo passati da un'economia di mercato ad una società di mercato.
Il campione Auditel, formato da 5075 famiglie - erano 2420 fino a luglio del '97 - serve infatti a disegnare la mappa dei consumatori in Italia, e non il riferimento per valutare il vero ascolto televisivo, tantomeno il reale gradimento dei programmi, nè le attese di visione dei cittadini. E' un campione di consumatori e non di cittadini utenti, dove non si entra se si dichiara di vedere la Tv meno di 3-4 ore al giorno, perchè in questo caso non si è rilevanti per la pubblicità ; ed è un campione che rappresenta solo il 10 per cento della popolazione, perchè su 10 famiglie contattate solo 1 accetta di porre il meter sul proprio televisore, e nulla sappiamo sul restante 90 per cento che rifiuta di essere campionato. Inoltre è dimostrato che per il 40 per cento del tempo in cui un apparecchio Tv è acceso non viene guardato o solo distrattamente, e non vi è alcuna garanzia che le famiglie campione, che restano tali mediamente per 5 anni - ma alcune lo sono state per 10-12 anni - si sottopongano con diligenza a svolgere un vero e proprio oneroso lavoro, in cambio di un piccolo elettrodomestico ogni anno. Basta il buon senso per capire l'infondatezza di una metodologia di rilevamento che presuppone la registrazione di ogni cambiamento avvenga davanti al video da parte dei componenti la famiglia, compresi i bambini dai 4 anni in su fino alle persone più anziane. Queste famiglie devono gestire non solo il telecomando della Tv - quanto spesso conteso tra i vari componenti - ma contemporaneamente devono pure registrarsi sul telecomando dell'Auditel, anche quando fanno zapping, perchè basta restare sintonizzati per 31 secondi su un canale, per ritrovarsi il giorno dopo conteggiati negli ascolti di quel programma. Questi campioni possono anche 'barare' con il telecomando Auditel per prendersi gioco del sistema, per superficialità, per negligenza perchè magari dormono davanti alla Tv e restano registrati su un canale, o anche per interessi personali verso questo o quel programma, o perfino di scelta di campo in una situazione - quella italiana - di duopolio televisivo e politico. C'è da dire ancora che l'Auditel controlla 1 o al massimo 2 televisori a famiglia - sono 8 mila i meter, dislocati in genere sulla tv del soggiorno, perchè la più frequentata, e in seconda battuta della cucina o del tinello - e nulla sappiamo sugli ascolti degli altri apparecchi accesi in casa, nelle camere da letto, negli studi, dove in genere si fa un ascolto più mirato.
Alle distorsioni del campione e alla macchinosità del rilevamento, si aggiungono i limiti tecnici, per cui i dati Auditel paradossalmente sono più affidabili - fatte salve le riserve sopra elencate - sui grandi numeri, nelle ore di maggiore ascolto, per cui un emittente minore come La Sette può maturare errori di stima fino al 70 per cento al mattino. C'è poi il problema delle sovrapposizioni di frequenze tra le Reti. Nelle ore serali solo Rai 1, Canale 5 e La Sette non si sovrappongono, e al pomeriggio solo Rai 2 e La Sette, mentre tutte le altre emittenti si confondono ed è impossibile attribuire con certezza le audience dei vari canali.
Per anni ci è stato detto che l'Auditel era materia per addetti ai lavori ed invece scopriamo che è materia per una riscossa civile se davvero siamo stati ingannati da uno strumento tanto fallace, che è stato accreditato come rilevatore degli ascolti televisivi della popolazione italiana.
Attraverso l'Auditel si è giunti a blindare, a vantaggio dei due maggiori attori del mercato pubblicitario, contro le televisioni locali, il più importante mercato della pubblicità, quello della televisione. Eliminare questo meccanismo è tutto nell'interesse di una vera concorrenza, spesso invocata falsamente a difesa del sistema attuale.
Presenteranno la campagna:
Giulietto Chiesa, giornalista, fondatore di Megachip
Roberta Gisotti, giornalista, autrice del libro "La favola dell'Auditel"
Giulio Gargia, giornalista autore dell'inchiesta sulle famiglie Auditel
Flavio Manieri, psicopedagogo, membro del Consiglio nazionale degli utenti
Federico Orlando, giornalista, fondatore di Articolo 21
Interverranno all'incontro:
Renato Cambursano, senatore
Rodolfo De Cristofaro, ordinario di Statistica
Antonello Falomi, senatore, membro Commissione di vigilanza della Rai
Giuseppe Giulietti, deputato
Elio Lannutti, Intesa consumatori - Adusbef
Elisa Manna, responsabile politiche culturali del Censis
Gianpiero Orsello, presidente dell'Istituto italiano di studi legislativi
Plinio Sacchetto, avvocato generale emerito dello Stato
Paolo Serventi Longhi, segretario nazionale Fnsi
Vincenzo Siniscalchi, deputato
Antonio Soda, deputato
Vincenzo Vita, deputato
Angelo Zaccone, Istituto italiano industria culturale
Alberto Zuliani, ordinario di statistica, già presidente dell'Istat
MEGACHIP "Democrazia nei Media e nella Comunicazione" PETIZIONE
1) Che l'Authority per le comunicazioni applichi finalmente la legge 249 istituendo un servizio di rilevamento dei dati che sostituisca, nella più completa trasparenza, Auditel, e che abbia le garanzie di obiettività e d'interesse pubblico necessarie per un servizio di questa natura.
2) Che la stessa Authority avvii seriamente e immediatamente l'esercizio dei suoi poteri di controllo sull'Auditel, stabiliti dalla stessa legge 249.
3) Che la Rai, in quanto servizio televisivo pubblico esca dall'Auditel e riveli i dati del suo campione IQS (Indice qualità e soddisfazione) finora segretissimi.
Se si spezzerà il monopolio dell'Auditel tutti avranno da guadagnare: gli utenti e i produttori di televisione, le imprese e il mercato pubblicitario; il sistema di comunicazione e infine la democrazia nel nostro Paese.
Tutti possono partecipare sin d'ora alla campagna di Megachip scoprendo e segnalando una o più famiglie Auditel, la cui lista è stata tenuta da sempre segreta, perfino di quelle famiglie uscite dal campione.
Meno Auditel per tutti significa meno Tv deficiente, più attenzione alla qualità dei programmi, più traspenza economica per chi investe in pubblicità.
Per segnalare "famiglie/campione" scrivere a
campagna.auditel@megachip.info con oggetto: basta Auditel
Megachip ONLUS C/o Fondazione Lelio Basso Via della Dogana Vecchia 5, Roma
www.megachip.info
Donazioni: c/c 81708440178 di Intesa BCI ABI 3069. CAB 5081 Agenzia Piazza Indipendenza 21- Filiale di Roma intestato a MegaChip Onlus