Prato, 26 gennaio 2003 - Conversazione con Roberta Gisotti, giornalista della Radio Vaticana, autrice del libro "La Favola dell'Auditel"
La favola dell'Auditel dura da oltre 16 anni ma sta per avere un lieto fine, grazie all'impegno di tutti quanti che dopo aver letto questo libro si stanno adoperando in vari campi e settori (stampa, radio e tv, associazionismo, università e scuola, politica) per porre fine a questo inganno mostruoso. E chi si sta impegnando di più sono soprattutto proprio i colleghi giornalisti che mi hanno dato finora un supporto eccezionale in questa battaglia per la verità e la civiltà.
Infatti per 16 anni questo argomento è stato un tema tabù, di cui non si poteva e doveva parlare, si veniva censurati in partenza nelle redazioni dei giornali e chi ha tentato lo stesso di farlo, giornalisti come Mino D'Amato, personalità dello spettacolo come Arbore, la Parietti, o Santoro, e altri intellettuali come Sartori, Ronchey sono rimasti isolati.
Silenzio dunque assoluto sulla Casa di Vetro, pena l'essere tacciati di ignoranza, mancanza di buon senso, eticità come è capitato proprio a me, quando l'Auditel mi scrisse una lettera dai toni intimidatori, per convincermi a non occuparmi di vicende che non mi riguardavano. Ho detto casa di Vetro, perchè è cosi che si chiama l'Auditel, ovvero così si autodefinisce, per significare che è un sistema trasparente, cristallino. Invece è vero tutto il contrario. Questa Casa ha sempre avuto e continua ad avere i vetri sempre oscurati per chiunque tra i cittadini e le istituzione ha voluto guardarvi dentro. E questo è davvero un fatto gravissimo in democrazia.
Detto questo sono qui per raccontarvi che:
Auditel: sistema inaffidabile come tecnica rilevamento
sistema distorsivo nel modo in cui elabora i dati grezzi raccolti
sistema fuorviante per l'uso che si fa dei dati
Passo indietro per capire anzittutto chi c'è dietro questa parola Auditel
Società privata nata nel 1986, malaugurato-scellerato patto stretto tra remittenza pubblica la Rai e l'emittenza privata, l'allora Finivest ed il mondo della pubblicità raccolto sotto la sigla dell'Upa (utenti pubblicità associati).
Dell'Auditel sono soci alla pari 33% ognuno la Rai, Mediaset, La Sette e pochi altri network privati, e l'Upa e i principali centri media, e il restante 1 per cento la Federazione editori giornali, la Fieg.
Ecco l'Auditel dice di essere una società super partes ma invece è piuttosto una società intra pares, che significa ben altra cosa in termini societari e risvolti legali. Basti dire che all'interno della società Auditel i controllati sono anche i controllori. Ma quale garanzia di trasparenza abbiamo in simili condizioni!!!???
Ma perchè nasce l'Auditel? Nasce per dare prezzo agli spot pubblicità in un periodo in cui si profilava - con l'affermarsi dell'emittenza privata, della Fininvest sostanzialmente - come poi è accaduto - una grande espansione del mercato pubblicitario. Per capire però quanto questo sistema di rilevamento sia in realtà una favola basti dirvi che il prof. Alberto Zuliani, gia presidente dell'Istat, forse il più affermato statistico in Italia, proprio presentando il mio libro all'Università "La Sapienza" si è rivolto ai presenti e ha detto: 'insomma dovete capire che nell'86 la Rai, la Fininvest e l'Upa hanno scelto l'Auditel per spartire la torta degli investimenti pubblicitari, ma potevano invece scegliere di giocarsele a briscola quelle quote!!!??
E questa sarebbe la pretesa e vantata scientificità dell'Auditel??
Auditel che diviene il giudice insindacabile dell'intera offerta televisiva. Le sue sentenze sono definitive e inapellabili. Ogni giorno alle 10 del mattino, ancora oggi, dopo tutte le polemiche e gli approfondimenti che sono emersi dopo l'uscita di questo libro, ogni giorno dicevo in tutte le redazioni televisive e sempre più anche dei telegiornali si consuma il dramma quotidiano della lettura dei dati Auditel, in base ai quali si viene processati prima nella redazione, nella rete, nell'azienda e poi il giorno dopo proprio posti alla gogna pubblica sui giornali.
L'Auditel ha assunto dunque un ruolo che gli è del tutto improprio. Un ruolo pubblico che l'Auditel, svolge restando una società privata, che ha goduto finora di tutti gli onori del ruolo pubblico ma non ha portato nessun onere. Infatti ogni qualvolta qualcuno ha cercato di far luce nella Casa di Vetro, l'Auditel ha sempre rivendicato il suo status privato. Beh questo è inammissibile. Anche perchè l'Auditel regna in regime di monopolio. L'era dell'Auditrel rimarrà nei libri di storia come un periodo di tirannia assoluta, che ha segnato una perversa sovrapposizione tra società mediatica e società politica.
Società mediatica imperniata su uno strumento tanto fallace l'Auditel, in base al quale viene però configurata l'intera offerta televisiva, non più pensata per informare, educare, intrattenere, divertire ma finalizzata unicamente a vendere pubblico per il mercato pubblicitario.
Società politica che ha abdicato alla sua rappresentanza civile, affidandosi anch'essa alle tabelle e ai grafci dell'Auditel, che hanno assunto anche la valenza di consenso, oltre che veicolo di valori, disvalori, stili di vita e tendenze al consumo, imposti come scelte di una maggioranza impalpabile ma dominante.
Esempi fiction con famiglia di divorziati vincenti o con coppia omessali che adotta un bambino e vissero felici e contenti.........
O anche esempio della De Filippi - che ieri Grillo scherzosamente ha definito il marito di Costanzo -indossa un paio di jeans stracciati di Dolce e Gabbana.......
O la D'Eusanio che fa ascolto pure mettendo in scena povera gente che si presta a raccontare storie vere o false di miseria umana facendo credere che tutto ciò è normale, è così che si vive oggi:parola di tv che fa ascolto perchè la gente ci si riconosce...... salvo poi sapere che fine ha fatto quella povera gente che si è prestata ad un gioco tanto crudele per loro stessi....
Tutto ciò dobbiamo capire è virtuale ma organico ad un modo di concepire una società non di persone, di cittadini depositari di diritti, una società che ha al centro l'uomo ma una società di mercato, dove le scelte sono fatte da gruppi economici dominanti.
Solo un particolare che può essere indicativo: la società Auditel ha solo due dipendenti il direttore generale Walter Pancini ed una signora che le fa da assistente, c'è poi il direttore generale dell'Upa il dott. Felice Lioy ed il presidente dell'Upa il sig. Giulio Malgara, che è anche presidente dell'Auditel. Tre nomi, Pancini, Lioy, Malgara che da oltre 16 anni - con tutto quello che è capitato in Italia e nel mondo - ricoprono gli stessi incarichi ai vertici dell'Auditel. Se chiami Auditel risponde sempre e solo uno dei tre!!!??
Ma cerchiamo di capire ora come funziona l'Auditel
Partiamo con tre esempi che ci danno la misura della pochezza ed assurdità di questo sistema di rilevamento
Ore 21 del 15 luglio 2000, un violento temporale costringe Rai-Uno ad interrompere il programma "Mara e Katia verso Oriente", in collegamento dalla piazza del duomo di Lecce: per un quarto d'ora va in onda il segnale orario. L'Auditel certifica che quelle lancette hanno incantato davanti alla Tv 3 milioni di spettatori. Anno '98, la Magistratura sigilla dal 16 al 18 dicembre le apparecchiature di Telecapri. L'Auditel registra 230 mila persone che per tre giorni continuano a seguire i programmi inesistenti dell'emittente campana. 10 ottobre 2002 Rai-Tre intorno alla 21.30 registra un disservizio tecnico: per circa 7 minuti compare un cartello di scuse, che a detta dell'Auditel viene apprezzato da quasi 1 milione e 700 mila persone che restano incollate al video muto.
Ma come è potuto accadere vi chiederete voi? In verità l'Auditel misura con certezza solo apparecchi accesi, e spesso confonde perfino i canali sintonizzati e soprattutto non da prova di chi c'è e se c'è qualcuno dietro lo schermo. Teniamo presente che Censis ha dimostrato che per il 40 per cento del tempo in cui un apparecchio è acceso o non viene assolutamente guardato o viene visto solo distrattamente da persone in tutt'altre faccende affaccendate.
Ma procediamo con ordine.
Anzitutto in questa indagine c'è un vizio d'origine gravissimo. L'Auditel si serve di un campione di 5075 famiglie. E' un campione però messo insieme non secondo i criteri di composizione della popolazione italiana, ma secondo criteri di mercato. Per cui abbiamo un campione di consumatori-acquirenti anzichè di cittadini Utenti. In proposito c'è stata una durissima requisitoria del Consiglio consultivo degliUtenti che ha condotto una accurata indagine in proposito:
Questionario alla famiglie su stili di vita e consumi: Se vedono poca tv non entrano nel campione...
Tutta la popolazione catalogata in 16 ridicole e sibilline categorie. Donne: commesse, massaie, colleghe, raffinate, appartate, 1,2,3. Uomini: arrivati, impiegati, organizzatori, esecutori, avventati, accorti. Giovani: liceali, delfini, spettatori. Gioco da fare l'estate sotto l'ombrellone. Offensivo racchiudere la popolazione italiana in queste gabbie idiote con tutto il rispetto per gli operatori di marketing.
Campione che rappresenta comunque solo il 10 per cento della popolazione italiana, anzi dei consumatori italiani.
Detto ciò va detto e sottolineato che questa lista di famiglie è da sempre segreta perfino alle autorità dello Stato che ne hanno fatto a più riprese richiesta. Nè sono state mai rivelate le circa almeno 10 mila famiglie - che a loro dire - dovrebbero essere uscite dal campione in tutti questi anni. Le famiglie vengono infatti cambiate - sempre a loro dire un venti per cento l'anno, quindi dovrebbero permanere nel campione in media 5 anni, ma sono state scoperte famiglie Auditel che lo erano da 12 perfino da 15 anni. Ma dove sono queste famiglie? Saranno mai esistite. Se voi le conoscete convincetele a venire allo scoperto sui giornali o radio o tv .
Macchinosità del rilevamento...... telecomando con tasti vacanze e tasto voto mai utilizzato.
Possibili ed ovvie negligenze, superficialità o volontà di prendersi gioco del sistema, o volontà di barare per interesse di parte.
Ogni famiglia vale oggi 800 mila euro l'anno 1 miliardo e 600 milioni di vecchie lire. Ogni famiglia fa scelte per circa 11 mila italiani
Limiti tecnici: in tanti passaggi possibilità di manipolazioni
Oggettivi limiti che sono macroscopici: Auditel è più affidabile sui grandi numeri e nelle ore di maggior ascolto: paradossalmente maggiore è l'audience e minore la stabilità dello spettatore più basso è l'errore di stima. Mentre nelle ore di minore ascolto al mattino, nelle tv minori come La 7 si registra un errore di stima del 70 per cento, ma considerando i comportamenti non affidabili delle famiglie potremo dire del 100 per cento.
Del resto la matematica dell'Auditel è fatta di 31 secondi arrotondati al minuto.......Per cui basta visionare un programma 31 secondi per essere accreditati spettatori di quel programma il giorno dopo.
Ecco cosa sono i famosi picchi d'ascolto......caso Morandi...... che alzano però la media del programma, sempre più spesso sono picchi di disgusto che vanno però a premiare gli ideatori di quei picchi che fanno vincere la partita dell'Auditel...
Esiste poi enorme problema di sovrapposizione dei segnali:
pomeriggio: Rai Uno-Canale 5-Rete 4 / Rai Tre-Italia Uno / Canale 5-Rete 4
sera: Rai Due -Italia 1 / Rai Tre-Italia 1 e Rete 4 / Italia 1-Rete 4
Sfide della domenica pomeriggio per accaparrare audience e qualche punto di share. Pensiamo accordo stipulato tra rai e Lega Calcio che ha vincolato 39 milioni di euro in 3 anni all'audience che faanno e faranno i programmi sportivi!!!!
In tema di calcio esempio clamoroso che deve farci riflettere:
Campionati mondiali calcio, partita Italia-Ecuador disputata il 3 giugno scorso. Lo stesso Trapattoni ha detto " Un dato impressionante". Pancini detto "un dato importante". Importante per capire la balla dell'Auditel
Circa 19 milioni di spettatori, l'81 per cento di share. Vale a dire che altri 4 milioni e mezzo vedevano altri programmi. Si a quasi 23 milioni e mezzo, cui si devono aggiungere circa 1 milione e 600 mila bambini sotto i 4 anni che non rientrano nel campione Auditel e si arriva a quasi 25 milioni. Poi ci sono da aggiungere chi vedeva i videoregistratori, le tv satellitari, le tv locali ce sono quasi 500 di cui l'Auditel non pubblica i dati e che sono del tutto sottostimate - comprese nella voce generica altre nella tabelle Auditel. Qundi possiamo pensare a dir poco di aggiungere altri 273 milioni di spettatori di queste tv e si arriva ai 27-28 milioni.
Ma partita giocata ora di pranzo e tutti eravamo in ufficio....
Insomma la partita in gioco ha un piatto troppo alto: quello della pubblicità. Non ho ancora i dati del 2002 appena chiuso ma vi posso dare i dati del 2001che trovate nel libro:
Primi 9 mesi Rai trasmesso 1 mese di pubblicità - Mediaset 4 mesi di pubblcità