Gli attacchi hanno colpito importanti basi dei miliziani jihadisti nel nord della Siria e si sono concentrati sulla città di Raqqa, quartier generale del Califfato: è stato un “successo”, ha dichiarato il portavoce del Pentagono Kirby, ribadendo che non sono e non saranno impegnate truppe di terra. “Abbiamo sventato un complotto di al Qaida in Siria contro gli Stati Uniti e i nostri alleati” e “non esiteremo a farlo ancora in futuro per eliminare potenziali minacce terroristiche”. ”Si è cosi difeso il capo della Casa Bianca dalle accuse lanciate da Russia e Iran: Washington avrebbe agito infatti senza il consenso di Damasco, né un mandato dell’Onu. E’ vero, aveva subito risposto il portavoce del Dipartimento americano. Secondo Mosca e Teheran l’operazione militare della coalizione contro l’Is in Siria sarebbe quindi un abuso, che viola il diritto internazionale.
Ambigua in merito la dichiarazione del segretario generale dell’Onu Ban ki-moon: “proteggere la popolazione siriana – ha detto - richiede un’azione immediata”, che sia però “radicata nei principi delle Nazioni Unite”, rispettosa del diritto umanitario, attenta ad “evitare e ridurre al minimo le vittime civili”. Obama ha parlato da Washington prima di partire alla volta di New York per partecipare all’Assemblea dell’Onu: qui l’IS sarà argomento di primo piano nel dibattito.