D. - Questo Rapporto parla di fame come fenomeno complesso, con aspetti nascosti, che riguardano oltre due miliardi di persone. Cosa s’intende?
R. - Si intende che il fenomeno della fame, come spesso ci ricorda Papa Francesco, non è solamente interpretabile come carenza di cibo, ma è un insieme di fattori, a partire dalla disponibilità del cibo e dall’accesso al cibo, fino ad altri fattori come la finanza che permette ampie speculazioni sul cibo e, di conseguenza, ne fa salire i prezzi e lo rende inaccessibile ancora oggi a 800 milioni di persone nel mondo. Inoltre, altro fattore importante è quello della pace, che non è solamente assenza di guerre, di violenze e di conflitti, ma è da intendersi come la possibilità per ciascun individuo di vivere una vita dignitosa. E per vivere una vita dignitosa è assolutamente necessario che vi sia un’alimentazione corretta, che permetta uno sviluppo sano nei bambini e nelle donne incinte, e quindi una crescita globale della persona umana.
D. - Quindi, la fame “nascosta” è la malnutrizione…
R. - La fame “nascosta” è un aspetto molto particolare dell’alimentazione, che riguarda la carenza di micronutrienti, che ha conseguenze spesso mortali: come la carenza di iodio, di zinco e di vitamina A, che provoca malattie anche gravissime - come la cecità, l’anemia, l’indebolimento del sistema immunitario - e che compromette lo sviluppo della persona e quindi lo sviluppo sociale ed economico di interi Paesi.
D. In questa settimana, vi sono molte iniziative di informazione e sensibilizzazione ed anche una raccolta fondi mirata….
R. - Certamente. Eventi che servono sia a informare che a sensibilizzare la popolazione, ma anche iniziative volte a raccogliere fondi per sostenere i nostri progetti di sicurezza alimentare. In particolare, quest’anno, ci vogliamo concentrare sulla Guinea che - come tutti sappiamo - è uno dei tre Pesi maggiormente colpiti dall’epidemia di Ebola, che ha conseguenze di carattere sanitario - di Ebola si muore, come abbiamo visto - ma anche conseguenze importanti sullo sviluppo sociale ed economico di questi Paesi. Infatti, il panico che si è creato presso le popolazioni locali ha fatto sì che i contadini disertassero il lavoro nei campi. Quindi, la stagione agricola quest’anno è praticamente saltata. Il che significa penuria di cibo, una carestia o, per lo meno, una forte crisi alimentare che è già in atto e che vedrà le sue conseguenze peggiori nei prossimi mesi. Questo è l’obiettivo della raccolta fondi di quest’anno, attraverso i banchetti - che sono oltre il centinaio in tutta Italia - dove proponiamo sacchetti di mele in cambio di un’offerta di cinque euro.