638 i migranti salvati tra ieri e oggi in acque libiche in sei operazioni coordinate dalla Guardia costiera italiana e 545 arriveranno domani alle 13 a Salerno, dove saranno accolti e smistati. Altri 126 migranti sono stati soccorsi sulle coste elleniche. In tutto 500 i profughi sbarcati solo negli ultimi tre giorni in Grecia. Ed altri 30 naufraghi siriani a bordo di un barcone in avaria sono stati salvati dalla Guardia costiera turca, al largo delle coste di Bodrum. Riguardo il naufragio in Libia è ancora impossibile accertare il numero di vittime, dal racconto dei superstiti sarebbero tra 400 e 950. Secondo la Procura di Catania, investita dell’inchiesta, due le cause del ribaltamento: lo spostamento dei migranti sull’imbarcazione, che era sovraffollata, e l’errata manovra dello scafista che l’ha portata a collidere con il mercantile King Jacobs giunto per i soccorsi, sul quale non grava alcuna responsabilità dell’accaduto. Responsabilità gravano invece sulla classe politica europea che continua a temporeggiare nel dare risposte ad un’emergenza, che sussiste ormai come flusso ininterrotto di migranti che arricchisce i criminali che sfruttano la loro disperazione. “Trafficanti di esseri umani che provocano stragi di innocenti”, ha commentato il capo di Stato italiano Mattarella. "Sono giorni difficili - ha ammonito - che scuotono le istituzioni europee e interpellano nel profondo il nostro stesso senso di umanità”. “E’ dovere nostro, dell’Europa, dell’intera comunità internazionale fare di più per poter impedire queste stragi”. Domani alle 10.30 il presidente del Consiglio Renzi riferirà in Senato su questa ultima tragedia del naufragio, in vista del Consiglio europeo di giovedi.