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Dalla Tv dei professori alla Tv deficiente

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Articolo in: Conferenze e dibattiti  

Roberta Gisotti 01/02/2007

Dalla Tv dei professori alla Tv deficiente

Circolo Partito Democratico Rai Comunicazione
giovedì 1 febbraio alle ore 18.00, presso i locali di via Monte Zebio 9, presentazione del libro: "Dalla tv dei professori alla tv deficiente", di Roberta Gisotti.

 

Intervento dell'autrice

Ringraziamenti ai relatori, al pubblico, un pubblico oggi credo particolarmente interessato a dibattere di Televisione, portando - un contributo originale - perchè siete in gran parte persone che a vario titolo lavorano - mi ci metto anch'io - per la Televisione, questa Tv che in massima parte non ci piace, questa Tv deficiente che offende la nostra intelligenza di spettatori e che ci scandalizza pure per la volgarità, le violenze fisiche e verbali propinate ad ogni ora, il turpiloquio ricorrente, il gusto morboso e vojeristico ed il gossip che ha contaminato anche l'informazione.

Proprio ieri mattina ero ospite nel programma di Rai Tre "Cominciamo bene", dove si parlava di questa cattiva televisione. E gli spettatori interpellati a casa via telefono e internet hanno risposto al 97 per cento - pensate un risultato clamoroso - hanno risposto "sì questa televisione ci scandalizza". Tanto che io ho ribattuto: "questa è la riprova che i dati Auditel sono inaffidabili tanto più quando diamo ai famosi picchi d'ascolto il valore di consenso, e magari a casa il pubblico esclama : 'ma che schifo'! Però poi si va a riproporre quel personaggio, quell'argomento, quel linguaggio che hanno registrato il picco d'ascolto.

Ed ancora venerdì scorso ero nel programma Italia sul Due e li si parlava di Gossip e si chiedeva al pubblico se ce n'è troppo. E la gente per strada ha risposto sì, rimpiangendo la Tv del passato. Tanto che se voi guardate il depliant pubblicitario che in questi giorni Sky sta inviando nelle case degli Italiani: sembra un tuffo nel passato del Servizio pubblico all'insegna di una Tv per tutti ben educata, rassicurante, per famiglie e bambini, un Tv di servizio, di cultura, di divertimento mirato, di intrattenimento di qualità!

Allora cari amici, il Servizio pubblico ce lo da questo signore australiano, Rupert Murdoch, questo magnate delle comunicazione, che intelligentemente e furbamente ha individuato in Italia, un vuoto di 'mercato' proprio nel Servizio pubblico televisivo, ed è lì che punta per radicare i suoi affari. E questo sta scompaginando i piani dell'altro magnate nostrano dei media Silvio Berlusconi, che infatti in questi giorni ha tuonato contro il Ddl di riassetto dell'intero sistema di comunicazione presentato dal ministro Gentiloni: primo perchè li si pone un tetto del 45 per cento alla raccolta pubblicitaria per un solo soggetto, e questo tetto ci era apparso altissimo ed era stato infatti fortemente contestato, eppure a Berlusconi questo tetto altissimo è apparso addirittura criminoso, tanto da minacciare di aizzare le folle nelle piazze per abbatterlo, perchè? perchè limita Mediaset e la Rai ma non Sky, e in qualche modo ha ragione, perchè è vergognoso che la Tv satellitare in Italia sia stata consegnata in regime di monopolio privato ad un unico soggetto pure straniero. E a suo tempo nessuno ha battagliato in Parlamento perchè avevamo già un solo monopolista privato nella Tv generalista e nessuno allora si è scandalizzato. E questo è gravissimo! Dunque Berlusconi sente fortemente insidiato il suo regno mediatico dalla controriforma di Gentiloni, che mira a superare il duopolio Mediaset-Rai, scompaginando gli equilibri economici che lo hanno blindato. E siccome la fantasia supera la realtà: a sostenere il meritevole industriale di Segrate che tanti sacrifici ha fatto per costruire la sua Fortezza mediatica è sceso in campo il presidente dell'Autorità antitrust, Catricalà, denunciando che quel tetto è illiberale, come dire che questo signore Catricalà che tutti noi paghiamo per vigilare perchè non ci siano posizioni dominanti sul mercato, si fa paladino delle concentrazioni, cioè fa uno scavalcamento netto di campo! Ma allora mandiamolo a casa per incompatibilità, per non ritrovarci magari un caso alla Meocci negli organi di garanzia dello Stato.

Questo maledetto duopolio - lo sapete bene in questa sede - ha mortificato le competenze e le professionalità degli addetti ai lavori, obbligati volente o nolente a partecipare ad un progetto mediatico che si serve della Tv per rimbambirci tutti quanti, questa Tv che esporta la sua cultura deficiente in tutti gli altri media, per cui ieri abbiamo aperto un giornale, come "La Repubblica" - il secondo quotidiano italiano per tiratura di copie ed anche per prestigio - e siamo trasecolati nel vedere in apertura, a sei colonne in prima pagina, una lettera della moglie di Berlusconi, che ci portava sul set di un inedito Grande Fratello tra Arcore e Montecitorio! Dispiace davvero per Ezio Mauro, che si è prestato a tale gioco al ribasso dell'informazione. E questo ci fa capire che la cultura del Grande Fratello sta forgiando il nostro Paese. La cultura del Grande Fratello è quella di Mediaset, oggi anche della Rai, oggi anche di Repubblica, è quella organica agli interessi economici della Pubblicità e agli interessi affaristici della Politica, che sono trasversali all'intero arco parlamentare. E questo ci fa capire che è più urgente che mai rimettere mano alla Legge Gasparri e alla riforma della Rai, ma questa volta dobbiamo arrivarci preparati per dire la nostra, per contare nelle decisioni che saranno prese e di cui porteremo le conseguenze, come lavoratori Rai, ma soprattutto come spettatori della Tv pubblica ma anche privata.

Io ho scritto questo libro, perchè credo che si debba rilanciare la più grande azienda culturale del Paese - questa è ancora potenzialmente la Rai - e dobbiamo crederci! Un rilancio fallito all'epoca dei professori, quando si era progettato sulle ceneri di Tangentopoli, rilancio a tutt'oggi disatteso dai Cda della destra e della sinistra, rilancio che oggi non possiamo mancare, tanto è importante la Televisione nella vita di tutti noi, anche di chi e sono sempre di più non l'accendono mai o quasi mai, o sono emigrati sulla Tv satellitare, che non può comunque assolvere - malgrado gli intenti di Murdoch - il ruolo sociale della Tv generalista.

Quindi ho scritto quindi il libro per fare memoria di vicende del passato recenti, ma anche del nostro oggi, vicende che per il loro vorticoso succedersi sfuggono non solo ai cittadini comuni ma perfino anche a chi tanti fra di voi le hanno vissute in prima persona, alla Rai e fuori la Rai.

Pensiamo che in soli 14 anni dal '92 al 2005.......

Ma non è un racconto fine a stesso, ma un racconto che vuole richiamare la responsabilità delle forze politiche, e di tutta la società civile, sul tema TV, offrendo diverse possibili letture del fenomeno Tv in Italia e tanti spunti di riflessione e proposte di cambiamento utili al Paese. E questo a supporto del dibattito che si appena aperto in Parlamento e fuori sul nuovo Disegno di Legge del ministro Gentiloni e soprattutto del dibattito sulle linee guida appena presentate dallo stesso ministro per riformare la Rai.

Un libro serio nelle mie intenzione, ma un libro credo e molti me lo hanno confermato anche divertente, con tanti aneddoti, alcuni assolutamente inediti, cosi come ci sono tanti episodi riportati come sono stati vissuti all'interno dell'azienda.

Entrando ai contenuti del libro due parole:

Come si è arrivati alla Tv deficiente?

Passando dalla lottizzazione partitica della Prima Repubblica, che rispondeva comunque a dei criteri di spartizione, all'occupazione totale anche dei luoghi fisici totale da parte della Politica e della Pubblicità, con la P maiuscola che sta per Potere, veicolo di interessi economici-finanziari, che sono trasversali all'intero arco parlamentare. Politica e Pubblicità che hanno sopraffatto la Televisione, l'hanno asservita ai loro interessi, e nel caso della Rai, hanno svuotato di significato la missione propria di servizio pubblico.
La Tv deficiente non è un caso, non è una calamità naturale, ma è piuttosto un progetto, un progetto che arriva da lontano..... e che ha avuto infine lo scopo di abbassare il livello socioculturale del Paese, e in ultima istanza la consapevolezza dei cittadini di essere depositari di diritti, anche in ambito di comunicazione televisiva, non solo nella televisione pubblica ma anche privata e commerciale, che pure devono rispondere al Paese di quali effetti producono nella società.

Come liberasi della Tv deficiente?

Superando il duopolio della Tv generalista, duopolio Rai-Mediaset, che è all'origine di tutti i mali, duopolio incentrato sull'Auditel, il sistema di rilevamento degli ascolti, che oggi tutti sappiamo essere inaffidabile, distorsivo e fuorviante, frutto di un Patto che ha permesso di blindare il duopolio, duopolio che assorbe la quasi totalità delle risorse pubblicitarie, duopolio che ha impedito finora la nascita di altri poli, mortificando l'emittenza privata di finanziamenti, e tagliando fuori gli spettatori dalla Tv, spettatori che non hanno alcuna voce in capitolo.

Occorre allora superare un'impostazione assurda che vede soppesare allo stesso modo il polo pubblico che appartiene a tutti i cittadini e siamo 57 milioni di persone, ed il polo privato che appartiene ad un solo cittadino, unico caso al mondo, cittadino, che ricopre anche un ruolo di leader nella vita politica del Paese, e quindi, partecipa anche del Polo pubblico.

Riassumendo occorre superare il duopolio, risolvere il conflitto d'interesse, dotare la Tv di sistemi di rilevamento quantitativi credibili sul piano scientifico e trasparenti nella gestione e ma anche di sistemi qualitativi, che più debbono contare per orientare la produzione dei programmi, solo cosi si potrà liberare la Rai dallo strapotere della Politica e della Pubblicità, che oggi sono padrone assolute della Tv e restituirla ai cittadini.

 

 

 

 

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