D. - Eccellenza, quanto è importate che tutti i cristiani assumano questo impegno di “conversione ecologica”, come scrive il Papa nell’Enciclica Laudato si'?
R. – E’ molto importante che i cristiani prestino questa attenzione anche perché il mondo che ci circonda è già stato abbastanza rovinato da chi intendeva solo fare soldi sulla natura. Il mondo rischia di finire, perlomeno l’umanità. Bisogna portare rispetto a qualsiasi cosa Dio ha creato perché nella natura si vede Dio. Dio non si manifesta a noi esclusivamente di persona, ma si manifesta sempre attraverso o gli altri o la natura. La natura va rispettata al cento per cento. Sarebbe ora che smettessero di tagliare alberi e cominciassero a piantarne altri. E anche gli animali vanno rispettati. In questo periodo, dove abito hanno appeso la testa di un lupo a un cartellone di una piantina della valle: è una cosa vergognosa! Gli animali c’erano prima di noi e dovrebbero continuare ad esserci. Se continuiamo ad uccidere la natura, finirà che noi non esisteremo più perché proprio non è nella natura di Dio distruggere tutto.
D. – Francesco chiede che questa Giornata sia anche “un momento forte in vista dell’assunzione di stili di vita coerenti”, quindi non solo parole ma fatti….
R. – Esatto. I fatti sono quelli di cominciare veramente a rispettare. Noi come monaci portiamo molto rispetto alla natura perché prima di tagliare un albero ci pensiamo mille volte: l’albero è vita e non è giusto abbatterlo perché mi fa ombra o perché mi dà fastidio perché mi fa venire le foglie nella piscina - dice molta gente - o nei canali dell’acqua. L’albero va rispettato. Tutti gli uomini dovrebbero imparare a rispettare queste cose, una per una.
D. – I cristiani forse devono anche imparare a dare testimonianza di maggiore coraggio nel chiedere alla politica strategie, appunto, di tutela del creato…
R. – La politica dovrebbe pensare a salvare questa nostra natura, in tutto il mondo. Poi teniamo presente che la natura c’è stata prestata perché noi qui siamo di passaggio, prima o poi ce ne andiamo, lasciamo tutto. E allora perché dobbiamo distruggere? Ai nostri figli che cosa lasciamo, al futuro cosa lasciamo? Un mondo desolato, un mondo senza piante, un mondo senza animali? Un mondo che muore.