Dopo la smentita del capo delle antichità siriane Abdulkarim, che aveva rassicurato che la struttura del Tempio di Bel fosse intatta, sono arrivate le immagine satellitari dell’Istituto dell’Onu per la formazione e la ricerca (Unitar) che hanno confermato la distruzione dell’edificio principale del primo secolo dopo Cristo e del colonnato nelle sue vicinanze. Il folle e vile atto segue di una settimana fa la distruzione sempre a Palmira del Santuario di Baalshamin. Sul campo i miliziani del sedicente Stato islamico starebbero avanzando, secondo fonti locali, verso il centro moderno di Damasco ancora sotto il controllo delle forze governative e dei loro alleati Hezbollah libanesi e Pasdaran iraniani. L’Is ha anche rivendicato l’autobomba esplosa ieri nella capitale libica Tripoli, vicino alla sede della società Mellitah Oil e Gas, mentre nella città costiera di Sirte sono arrivati - attraversando il Niger orientale - circa 200 combattenti nigeriani del crudele movimento Boko Haram, che dall’inizio di quest’anno sostengono l’Is nella sanguinaria guerra fondamentalista, documentata ancora una volta sulla Rete dove è comparso un altro video che mostra l’uccisione di quattro miliziani sciiti iracheni di gruppi paramilitari anti Is appesi, incatenati e arsi vivi.