L’immigrazione è una “risorsa”, ha sottolineato Juncker, “I numeri sono incredibili, secondo alcuni spaventosi”, ha aggiunto, ma non è il “momento di avere paura è il momento dell’umanità”. Il piano è di accogliere 160 mila rifugiati, 120 mila in più rispetto ai 40 mila proposti a maggio, da ripartirsi in quote obbligatorie tra gli Stati, da rispettare senza selezionare i profughi per la loro religione o le loro convinzioni”, come vuole il diritto umanitario. Il piano sarà supportato da 780 milioni di euro provenienti dal bilancio europeo. E, si è detto incoraggiato il presidente della Commissione Ue dalle reazioni al suo discorso da parte di alcuni governi che “a maggio - ha ricordato - erano meno entusiasti di adesso”. Forse il riferimento è alla Germania, che si è detta assolutamente in linea con Juncker. Cosi anche la Spagna e la Lituania. Da qui la speranza che i ministri dell’Interno dell’Ue trovino un accordo sulla proposta già nella riunione di lunedì 14 settembre.
Ma al di là delle intenzioni si mostra difficile gestire i flussi. La Danimarca ha bloccato i treni con la Germania, che a sua volta ha ìfermato gli accessi nella regione di Baden-Wuettemberg, per eccessivo flusso. Copenaghen ha dichiarato che respingerà indietro chi rifiuterà la registrazione ed ha chiuso una superstrada al nord, dove un gruppo di migranti - fuggito dalla città di Padborg - era diretto a piedi in Svezia. Altri profughi arrivati nell’isola di Lolland, sono stati presi a sassate da ignoti. E’ stata invece cacciata la cameraman, Petra Laszlo, di un emittente locale ungherese N1Tv, ripresa mentre scalciava tra un gruppo di profughi una ragazza e sgambettava un uomo con in braccio un bambino, durante un tafferuglio con la polizia.