“La violenza contro le donne – denuncia l’Onu – continua ad essere una pandemia globale”. Oltre una donna su tre, il 35%, nell’intero pianeta subisce nella vita abusi fisici e o sessuali, in alcuni Paesi la percentuale sale a 7 donne su 10. Si stima che 133 milioni di ragazze abbiano patito mutilazioni genitali in 29 Paesi in Africa e Medio Oriente. 700 milioni di donne si sono sposate minorenni, 250 milioni avevano meno di 15 anni, interrompendo sovente gli studi, più spesso subendo poi violenze domestiche e incontrando complicazioni nel parto.
Violenza non è inevitabile
Ma “la violenza contro le donne non è inevitabile”, ricorda l’Onu, lanciando da oggi al 10 dicembre, Giornata dei diritti umani, un campagna globale: 16 giorni di attivismo contro il femminicidio, le aggressioni sessuali, le mutilazioni genitali, i matrimoni precoci e le violenze di ogni tipo, anche virtuali. Tutte “pratiche – sottolinea il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon – che traumatizzano le persone e lacerano il tessuto sociale”, “costituiscono una seria minaccia per il progresso” dei Paesi e dell’intera umanità. Un dramma che coinvolge non solo Paesi poveri ma anche nazioni sviluppate, segno della discriminazione che colpisce ancora un numero cosi massivo di donne in ogni ambito della loro vita privata e pubblica, familiare e lavorativa.