Gli attentati di Parigi “una sfida la cuore dell’Europa”, “che ha portato molti di noi a chiedere un’implementazione militare”; da qui la necessità - ha auspicato Renzi – d’investire ora sulla sicurezza specie quella tecnologica e sul rafforzamento delle Forze dell’ordine, puntando su una strategia comune e una seria politica estera e militare europea. Ha quindi difeso la decisione di inviare soldati in Iraq, in risposta ad una richiesta internazionale, e annunciato un ruolo rilevante in Libia. Renzi ha pure sollecitato una risposta politica dei Paesi europei che lavori sul territorio, specie nelle periferie contro il radicalismo selvaggio islamico. Riguardo l’emigrazione e i centri denominati hotspot, ha detto: “noi siamo pronti a mantenere gli impegni presi, chiederemo all’Europa se loro sono in grado di tenere fede ai loro”, respingendo come “strabiliante” la proceduta dell’Ue contro l’Italia per la mancata immediata identificazione dei migranti. Sul fronte interno, Renzi ha vantato i meriti del governo che avrebbe riportato la crescita dell’Italia nella media europea ed ha respinto le accuse di conflitto d’interessi del ministro Boschi, in relazione al caso banche. Vivaci le contestazioni dell’opposizione, specie su questo punto: “risparmiatori truffati, banchieri salvati, Renzi vergogna”, le scritte apparse al Senato su striscioni della Lega.