Per vincere l’ostruzionismo in aula il governo ha deciso di ricorrere alla controversa prassi nota come “canguro”, che permette di accelerare l’iter di una legge accorpando gli emendamenti uguali o simili per contenuto, per cui approvato o bocciato il primo decadono tutti gli altri. Inutili le riunioni stamane fra Pd, Lega, Ap e Fi per un accordo sugli emendamenti al Ddl Cirinnà, dal nome della senatrice del Partito democratico, che prima del voto in aula ha perfino ammonito i suoi colleghi scrivendo su Facebook: chi vota contro il Ddl è dalla parte di chi discrimina! Ma colpo di scena in apertura di seduta la Lega ha ritirato 4.500 emendamenti, mantenendone 580, sfidando il Pd a ritirare l’emendamento ‘canguro’ del senatore Marcucci, duramente contestato come inammissibile, anticostituzionale, antidemocratico anche da Area popolare, Forza Italia, Popolari per l’Italia e Fratelli d’Italia e respinto infine a sorpresa Movimento 5 stelle. Lo stesso presidente Grasso è stato chiamato in causa per bloccare il canguro, “un vero golpe alla democrazia” - ha commentato Gandolfini promotore del Family Day - che fa presagire una crisi di governo. Ma il capogruppo del Pd Zanda ha confermato di voler approvare sì a voto segreto ma in fretta il Ddl.