Torna Francesco, con toni accorati, a pregare per la pace e il futuro della popolazione ucraina:
“Per intercessione di Maria Santissima rinnovo la mia preghiera affinché si giunga ad una pace duratura, che possa sollevare la popolazione tanto provata e offra un futuro sereno alle nuove generazioni”.
Già lo scorso 3 aprile il Papa aveva lanciato al Regina Caeli un appello per quanti ucraini sono ancora “nelle terre sconvolte dalle ostilità che hanno causato già varie migliaia di morti” e per oltre il milione di sfollati e profughi che “sono stati spinti a lasciarle dalla grave situazione che perdura”. Ed aveva lanciato, Francesco, una colletta in tutte le Chiese d’Europa.
“Qui c’è una guerra dimenticata”, aveva fatto eco alle parole del Papa, il nunzio in Ucraina, mons. Claudio Gugerotti. Da tempo - aveva denunciato - non si parla sui media di questo conflitto, di proporzioni ampie e drammatiche nel cuore dell’Europa, che mette a repentaglio la stabilità di tutta la zona. Eppure, tre milioni e mezzo di ucraini lungo la linea o fuori dall’area sotto il controllo governativo hanno bisogno di aiuti e mezzo milione sono a rischio fame. Molti mancano di medicine e altri sussidi sanitari, di acqua potabile, luce e gas erogati a singhiozzo. 200 mila – 1 su 4 – i bambini sfollati fuori dalle aree in guerra.