Mentre gli ultimi sondaggi decretano una parità sostanziale tra i fautori della cosiddetta Brexit, i Leave ed i contrari i Remain, che vogliono restare nell’Ue, il presidente della Bce, Draghi, davanti al Parlamento europeo dichiara: “E’ difficile prevedere le varie dimensioni con cui il voto britannico impatterà sul mercato e l’economia della zona” e così anche “speculare su un risultato o un altro”, “quindi - ha aggiunto - siamo pronti ad affrontare tutte le possibili urgenze”. Come dire, tutto e niente! Più esplicito il presidente Yellen della Banca centrale degli Stati Uniti: la Brexix - scrive in un rapporto al Congresso Usa - metterà a rischio la stabilità finanziaria. Fatto sta che la sterlina, ai massimi da gennaio, è volata oggi fino a 1,4783 dollari. Intanto il premier britannico Cameron si è appellato alla nazione in Tv: meglio restare nell’Ue, ha ripetuto, ammonendo “se usciamo sarà “cruciale”, “irreversibile”. Ha fatto perfino mea culpa su alcune decisioni prese da primo ministro, chiedendo però ora ai britannico di seguirlo votando sì all’Europa. Contro la Brexit è tornato a parlare anche il leader laburista Corbin paventando al popolo britannico una nuova austerità. Ma i Leave hanno certo già maturato le loro ragioni per il no all’Europa e forse a poco servirà il “chi esce, esce” del presidente del Parlamento europeo Schulz.