Un lungo percorso di difficili trattative, con ‘stop and go’, portato avanti da quattro anni a Cuba, per porre fine ad un annoso e sanguinoso conflitto in corso in Colombia dai primi anni ’60, che ha mietuto oltre 200 mila vittime, l’80% civili.
Finalmente ieri l’annuncio tra le parti di un cessate il fuoco e le ostilità e l’abbandono delle armi. Alla storica firma dell’accordo di non belligeranza parteciperanno, oggi a L’Avana, il presidente colombiano, Santos e il leader delle Farc Londono Echevirri, insieme ai presidenti di Cuba, Castro, del Cile, Bachelet e del Venezuela, Maduro e al segretario generale delle Nazioni Unite Ban, accompagnato dai presidenti del Consiglio di Sicurezza e dell’Assemblea dell’Onu.
Il cessate il fuoco bilaterale, che si vuole definitivo, rappresenta un passo chiave nei negoziati per raggiungere una pace stabile nel Paese latinoamericano e segue altre intese raggiunte tra governo e guerriglieri sulla rimozione delle mine, sulle riforme legate alla terra, sulla giustizia di transizione, sulla fine del traffico di droga; ultimo accordo siglato a maggio, quello per smobilitare i bambini soldato sotto i 15 anni.