“La battaglia per la legalità non deve fermarsi mai”, così il neosindaco di Milano Sala, commentando l’inchiesta della Dda, che vede al centro le attività criminose del Consorzio cooperative Dominus Scarl, che ha realizzato in subappalto alcuni padiglioni per l’Expo 2015.
Gli arrestati - secondo l’impianto accusatorio - avrebbero legami con la cosca mafiosa vicina al boss latitante Matteo Messina Denaro. Il procuratore aggiunto di Milano, Boccassini, ha chiarito che non sono risultate responsabilità dell’Ente Fiera o di Expo, annunciando il rito immediato.
Ora “non servono polemiche - ha dichiarato Girelli, presidente della Commissione speciale antimafia della Regione Lombardia - ma servono risposte condivise per estromettere la mafia dal nostro tessuto socio-economico”.
Operazione antimafia anche a Catania con l’arresto di 35 persone e il sequestro di un arsenale di oltre 50 tra kalashnikov, pistole e fucili in dotazione al gruppo mafioso dei Nizza, del clan Santapaola, tra i più agguerriti e organizzati della città siciliana. Sul fronte dell’inchiesta romana, su una rete di corruzione e altri reati, che ha portato nei giorni scorsi all’arresto in carcere e ai domiciliari di 24 persone e che ha sfiorato il ministro Alfano - per il presunto coinvolgimento del padre in un giro di raccomandazioni familiari - lo stesso titolare del ministero degli Interni ha dichiarato - dopo avere affrontato il question time in Parlamento - che non intende dimettersi, cosi come chiesto dal Movimento 5 stelle e dalla Lega, non essendovi rilievo giudiziario nelle accuse rivolte all’anziano genitore.