“Per quanto tempo ancora – si è chiesto Ban Ki-moon – tutti coloro che hanno influenza in Siria permetteranno che continui tanta crudeltà!” “Che scuse ci sono - ha denunciato – per non intraprendere un’azione decisa che fermi il caos?” Ma nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu, riunito ieri, è stato un dialogo tra sordi, e sono rimaste lettera morta le richieste di De Mistura per rinnovare il cessare il fuoco, consegnare gli aiuti umanitari ed evacuare i feriti ad Aleppo, dove 270 mila persone sono sotto assedio da 20 giorni, non saranno “tutti terroristi”, ha esclamato il mediatore Onu, deplorando l’inerzia nel portare i soccorsi. E mentre si muore ogni giorno sotto le bombe - 23 le vittime ieri sotto nelle zone controllate dai ribelli anti-Assad - al Consiglio di Sicurezza la priorità sembrano essere le accuse rivolte a Mosca da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia. Washington accusa Mosca di praticare in Siria “barbarie, non antiterrorismo”, Londra parla di partnership con Damasco nel commettere “crimini di guerra” e Parigi tira dentro anche la corresponsabilità dell’Iran. Mosca non si scompone e l’ambasciatore all’Onu risponde: “portare la pace in Siria è un compito quasi impossibile".