La prima, oggi, di una nuova serie di catechesi dedicate da Francesco alla speranza cristiana:
“E’ molto importante, perché la speranza non delude. L’ottimismo delude, la speranza no! Chiaro?".
Ne abbiamo tanto bisogno, ha sottolineato il Papa:
“…in questi tempi che appaiono oscuri, in cui a volte ci sentiamo smarriti davanti al male e alla violenza che ci circondano, davanti al dolore di tanti nostri fratelli. Ci vuole la speranza!".
Ci sentiamo infatti smarriti e anche un po’ scoraggiati, perché ci troviamo impotenti e ci sembra che questo buio non debba mai finire. “Ma non bisogna lasciare che la speranza ci abbandoni”:
“…perché Dio con il suo amore cammina con noi. Io spero, perché Dio è accanto a me”.
Speranza, che nelle difficoltà non deve toglierci il sorriso:
“Una delle cose, delle prime cose, che accadano alle persone che si staccano da Dio è che sono persone senza sorriso. Forse sono capaci di fare una grande risata, ne fanno una dietro l’altra; una battuta, una risata…".
Ma il sorriso manca:
“Il sorriso soltanto lo dà la speranza. Avete capito questo? E’ il sorriso della speranza di trovare Dio”.
La vita "è spesso un deserto” dove è difficile camminare, ha osservato Francesco:
“Ma se ci affidiamo a Dio può diventare bella e larga come un’autostrada. Basta non perdere mai la speranza, basta continuare a credere, sempre, nonostante tutto”.
Non possiamo però negare – ha detto il Papa – "che il mondo di oggi è in crisi di fede”:
“Sì, poi diciamo: ‘Io credo in Dio, sono cristiano’ – ‘Io sono di quella religione…’. Ma la tua vita è ben lontana dall’essere cristiano; è ben lontana da Dio”.
Si tratta allora di tornare a Dio, di convertire il cuore a Dio, di preparare in questo tempo di Avvento l’incontro con il Bambino Gesù, guardando ai piccoli e ai semplici, che troviamo intorno a Gesù che nasce:
“Sono i piccoli, resi grandi dalla loro fede, i piccoli che sanno continuare a sperare. E la speranza è una virtù dei piccoli. I grandi, i soddisfatti non conoscono la speranza; non sanno cosa sia”.
Da qui l’auspicio di Francesco, lasciamoci insegnare dai piccoli la speranza:
“Attendiamo fiduciosi la venuta del Signore, e qualunque sia il deserto delle nostre vite e ognuno sa in quale deserto cammina, qualunque sia il deserto delle nostre vite diventerà un giardino fiorito. La speranza non delude!”.