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Cinema, tv, Internet: "società libera" denuncia rischi bambini

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Articolo in: Agenzie  

Da "AGI" 17/03/2003

Cinema, tv, Internet: "società libera" denuncia rischi bambini
L'inquinamento televisivo e' anche peggiore dell'inquinamento ambientale ed e' giunta l'ora di una vera mobilitazione: la denuncia e' di Ettore Bernabei, presidente della Lux Vide, intervenuto alla Conferenza che si e'svolta a Roma sul tema "Tv, Cinema, Internet: nel 2003 i bambini siamo noi". Incontro promosso da Societa' Libera, associazione di intellettuali ed imprenditori, che ha presentato una sorta di Manifesto per tutelare l'infanzia "nell'interesse di tutti"
 

Societa' Libera promuovera' una campagna di pressione in tutta Italia. "Non si tratta di fare censure a tutto spiano, ma di assumere responsabilita' individuali, a tutti i livelli", dichiara Vincenzo Olita, direttore di Societa' Libera.

La campagna punta i suoi strali contro Auditel "un mostro a cui sacrifichiamo da 16 anni i nostri bambini e la nostra intelligenza, incalza Roberta Gisotti, autrice del libro "La favola dell'Auditel".
"Gran parte dei ragazzi non gradiscono ne' apprezzano i programmi che vedono alla Tv, ma piuttosto li subiscono con un atteggiamento rinunciatario e di sfiducia verso se stessi", ha aggiunto Elisa Manna, responsabile Cultura del Censis. Ma anche un certo cinema e' messo all'indice: "liberiamoci di un Cinema che non rispetta i bambini, riformando l'attuale Commissione di revisione cinematografica, che non riesce a svolgere il suo compito istituzionale, ha denunciato Miela D'Attilia, giornalista, membro della Commissione. Infine l'ultimo invito: "liberiamoci di una Rete Internet dove, in assenza di garanzie e tutela per i navigatori del web, l'offerta ossessiva e non richiesta di servizi sessuali campeggia in quasi tutte le home page.
Dobbiamo ormai fare i conti con una generazione virtuale cresciuta davanti uno schermo che mostra gravi segnali di perdita d'identita', ha osservato Maria Rita Parsi, della Commissione speciale in materia d'infanzia e minori del Senato."

 

 

 

 

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