ROMA - Tempi duri per l' Auditel: l' abiura si annida nelle famiglie del suo campione. Ieri, due incappucciati, il signor Bianchi e il signor Rossi, affiliati a due delle 5000 famiglie Auditel, hanno sconfessato la dottrina del "Meter" (la scatoletta che applicata al televisore ne rileva gli ascolti), esprimendo seri dubbi sullo strumento che condiziona i consumi televisivi e non solo.
In un' aula della facoltà di Scienza delle comunicazioni, la presentazione del libro di Roberta Gisotti La favola dell' Auditel (Editori Riuniti), si è trasformata in una sorta di show e, a sorpresa, il signor Rossi ha tolto il cappuccio: si tratta di Corrado Taranto, attore napoletano di teatro e cabaret, figlio di Carlo e nipote di Nino Taranto, per anni nel cast di Un posto al sole su RaiTre.
Ma per un attore non è conflitto di interessi?
«Io l' ho detto a quelli della soap tv, mi dissero di stare zitto, così l' Auditel non ha saputo nulla e io mi sono divertito a tenere tutte le sere uno dei televisori accesi su RaiTre: sì baravo, incrementavo gli ascolti della mia soap», rivela con aria impertinente l' attore. «Per dodici anni ho giocato con il "Meter".
È alla mia ex suocera che hanno proposto di entrare a far parte delle famiglie Auditel: lei disse sì, così io e la mia ex moglie abbiamo scoperto le follie dei loro monitoraggi, applicati ai tre televisori di casa nostra. Premendo il tasto "ospite" potevo attribuire a vecchie ottantenni la visione di programmi hard a notte fonda: i controlli sono inesistenti. Credetemi, l' Auditel sta lobotomizzando la gente. Altro che i panini di McDonalds: la vera globalizzazione è quella della manipolazione degli ascolti tv. Ricordate la diretta di RaiUno di Venier e Ricciarelli (luglio 2000) sospesa per un temporale? Per 15 minuti ci fu il segnale orario, ma il giorno Auditel decretò che 3 milioni di italiani erano davanti al monoscopio».
Perchè è uscito dal campione Auditel?
«Un amico, Giulio Gargia, anni fa era venuto a casa mia e s' era accorto dei "meter": io gli ho confessato tutto in una intervista, e venendo meno all' impegno della riservatezza uscivo dalla famiglia Auditel. No, non rimpiango i loro "regalini" (l' ultimo: un asciugacapelli), ma qualcuno mi ha mandato via da Un posto al sole: ero il fidanzato con la cameriera di casa Palladini, tutto filava, poi m' hanno fatto scomparire in Svizzera». E il senatore Renato Cambursano (Margherita), in un' interpellanza al ministro Gasparri dice che «l' Auditel, nato per stabilire i prezzi della pubblicità, alla fine è diventato un mostro: un mostro che tutti i giorni spaccia fette di popolazione agli inserzionisti pubblicitari, falsificando la realtà.
Le famiglie che dovrebbero rappresentare i gusti e le preferenze degli italiani non rappresentano tutti e lo dimostrano le denunce di alcuni nuclei familiari che hanno segnalato ciò che avveniva in casa loro: mancanza di controlli esterni, dati inaccessibili, livelli di audience incredibili con milioni di telespettatori fermi a fissare il monoscopio»