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Una giornata per parlare della dittatura della tv

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Articolo in: Quotidiani e riviste  

Da "La Repubblica" di Beatrice Manetti 21/09/2002

Una giornata per parlare della dittatura della tv

Il grande Fratello esiste. Solo che fino ad oggi lo abbiamo cercato nel posto sbagliato. Non ci guarda dallo schermo della televisione, ma da una scatolina nera appoggiata a pochi centimetri di distanza. Una scatola nera che non parla, non elargisce montepremi milionari, non dà consigli per gli acquisti.

 

L' Auditel è una divinità recente, protagonista di una carriera folgorante: nato come strumento per rilevare la visibilità degli spot pubblicitari, in soli sedici anni è diventato l' arbitro assoluto delle scelte dei palinsesti televisivi. Ma soprattutto è un caso clamoroso di conflitto d' interessi: come società formata da Rai, emittenti private, Consiglio degli utenti pubblicitari, associazioni di agenzie e centri media, Fieg l' Auditel è controllato dagli stessi soggetti che deve controllare.

 

A raccontarne imprese, anomalie e misfatti arriva oggi «La favola dell' Auditel», un libro inchiesta della giornalista di Radio Vaticana Roberta Gisotti, che l' autrice presenta lunedì prossimo (ore 18) alla libreria Feltrinelli, e dove allinea pezze d' appoggio, testimonianze, interviste, documenti e dati ufficiali, lasciando circolare in sordina una domanda allarmante: e se lo strumento che sposta da una rete televisiva all' altra migliaia di miliardi di pubblicità, che ha deciso la morte o la sopravvivenza di moltissimi canali privati, che ha condizionato la mentalità, i gusti, i consumi e le scelte politiche degli italiani, non fosse affidabile?

Ne discutono con lei e con il pubblico Antonello Falomi, della Commissione di vigilanza Rai, lo psicopedagogo Flavio Manieri, Gianfranco Mascia e Rodolfo De Cristofaro, ordinario di Statistica all' università di Firenze e protagonista di un episodio minimo ma esemplare: da statistico, De Cristofaro ha buoni motivi per temere che l' Auditel sia facilmente manipolabile e comunque inattendibile.
Nella primavera dello scorso anno ne ha scritto ai responsabili, ai dirigenti, ai giornali, con il risultato di essere minacciato di causa legale dalle persone che aveva voluto avvertire.

L' incontro in libreria è la prima tappa di una giornata che Feltrinelli, Controradio e Cooperativa L' Atelier, che la organizzano hanno voluto intitolare «Telecrazia: il nostro destino?» e che si chiude alle 21 al cinema Alfieri con un dibattito cui partecipano, oltre agli ospiti del pomeriggio, il direttore di Controradio Raffaele Palumbo e Francesco Pardi. A conclusione proiezione di alcune sequenze del film «Bella ciao».

 

 

 

 

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