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Dalla tv dei professori alla tv ''deficiente''

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Articolo in: Quotidiani e riviste  

da "ROMAONE Quotidiano della capitale" di Sara Regimen 16/01/2007

Dalla tv dei professori alla tv ''deficiente''
"E' follia, ma c'è del metodo". E' una celebre battuta di Polonio per descrivere la condotta di Amleto l'epigrafe scelta da Roberta Gisotti, autrice del libro "Dalla tv dei professori alla tv deficiente. La Rai della Seconda Repubblica" (ed. Nutrimenti) per descrivere la situazione vissuta all'interno della Rai radiotv italiana
 

"un ambito della vita pubblica su cui ognuno pensa di poter dire la sua, come la nazionale di calcio", dice il prof. Franco Monteleone, docente Università Roma Tre in questi ultimi 10 anni. Il testo, che prende in considerazione un periodo che va dal '93 (gli anni dei "professori", che poi furono spodestati dal cambiamento di forze politiche al potere, e che si trovarono a far fronte ad un periodo in cui mancavano perfino le tredicesime per i dipendenti) fino ad oggi, all'espressione della signora Franca Ciampi, allora first lady, "tv deficiente" e alla linee di riforma presentate la scorsa settimana dal ministro per la comunicazione Paolo Gentiloni.
Un primo dato allarmante è che in 15 anni la Rai ha cambiato ben 13 presidenti: una instabilità che riflette quella, storica, dei nostri governi, e che è stata "devastante" per l'azienda pubblica, che "può funzionare correttamente solo in condizioni di grande stabilità di risorse e management", spiega ---. Una situazione ancora più paradossale se confrontata a quella delle tv pubbliche negli altri paesi europei, di cui Gisotti cita la storia nella breve, ma chiarificatrice, appendice. Una situazione, fra l'altro, che non vede "alti e bassi" ma solo "bassi", ed è in questo perfettamente bipartisan, nel senso che, come fa comprendere la stessa autrice, non è dipesa dal "malgoverno" di alcuna classe politica. Il peccato più grande di entrambe le maggioranze, in sintesi, è sempre stato quello, racconta Monteleone di trascurare i contenuti occupandosi solo delle forme societarie dell'azienda, di aver effettuato tagli di personale senza badare alla qualità di quelli che venivano mandati a casa (vedi la polemica Freccero) e di aver proposto addirittura, ad un certo punto, di far entrare la Rai in borsa ("un concetto anche linguisticamente inconcepibile negli altri paesi"). Il tutto descritto in un libro che si legge come un giallo, che riesce a "muovere" i personaggi ed è scritto così bene, conclude Monteleone "che ci fa risultare simpatico anche Pierluigi Celli". E, soprattutto, è stata sottolineata l'importanza di un punto di vista "positivo": l'idea che, nonostante gli errori di cui è stata fatta oggetto la Rai, una riforma che la risani sia sempre possibile.

 

 

 

 

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