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"Io vi racconto la favola dell'Auditel"

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Articolo in: Periodici  

Da "Vero" di Filippo Paoli 10/09/2006

"Io vi racconto la favola dell'Auditel"
Una vera leggenda. Per Roberta Gisotti non ci sono dubbi: il sistema di rilevamento dei dati di ascolto televisivi non è veritiero. Nel saggio La favola dell'Auditel, edito da Nutrimenti, la giornalista di Radio Vaticana alza il velo sul metodo utilizzato per rilevare ascolti e share dei programmi tv.
 

Questo libro è uno scoop editoriale che fa onore al nostro paese dove "siamo stati capaci, primi al mondo - scrive l'autrice - di ragionare su un sistema tanto ingannevole da creare, attraverso i dati Auditel, una maggioranza che non esiste, costruita in un 'laboratorio' milanese dell'Agb Italia, ma che diviene dominante, certificata dalla tv e amplificata dall'intero sistema dei media". Gisotti ricostruisce con meticolosità le tappe della sua lotta alla 'Casa di vetro' (così chiamata dai suoi stessi costruttori) dell'Auditel, progettata nel 1984 a Milano per raccogliere e diffondere dati oggettivi e ufficiali sugli ascolti televisivi in Italia. Ma dubbi sul metodo di rilevamento erano già stati espressi anche da chi lavora in tv. Durante la prima stagione televisiva di rilevamento Auditel, un noto presentatore, Mino D'Amato, che conduceva il programma Alla ricerca dell'Arca trasmesso da Rai Uno, si accorse che i dati di ascolto erano piatti durante tutta la trasmissione, pause pubblicitarie comprese. Il che bastò per sollevare qualche dubbio. Dopo le richieste di chiarimento, D'Amato chiese l'intervento della magistratura tanto era evidente la manipolazione dei dati e tenuto conto anche che ogni punto di share valeva ben 200 milioni di vecchie lire per la rete. Le sue richieste caddero nel vuoto e da allora D'Amato si è allontanato dal mondo della tv. Chicca del saggio, semplice e scorrevole, è il richiamo a quelli che Gisotti chiama "strani fatti che si verificarono nella Casa di vetro". Era il 14 gennaio '95 quando fu mandata in onda su Rai Due una puntata del programma Harem di Catherine Spaak, già trasmessa un mese prima. Con grande sorpresa la trasmissione replicata registrò lo stesso ascolto della 'prima'. Possibile che il pubblico affezionato di una trasmissione che andava in onda da tanti anni come Harem non si fosse accorto dell'accaduto e, senza colpo ferire, avesse guardato la replica del programma trasmesso un mese prima senza protestare o ribellarsi? Altro fatto strano successe alla trasmissione Quelli che il calcio condotta da Fabio Fazio su Rai Due. Una domenica dello stesso 1995 arrivò in diretta la notizia della morte di un giovane tifoso nello stadio di Genova a causa di scontri a margine della partita Genoa-Milan. In segno di lutto e di protesta Fazio e la redazione decisero in diretta di sospendere la trasmissione e per quasi un'ora restò in onda l'immagine fissa dello studio vuoto. Gli autori non si preoccuparono del calo di ascolti dovuto alla loro decisione di sospendere la trasmissione; ma i dati Auditel il giorno dopo non registrarono nessuna diminuzione di telespettatori dopo l'interruzione della trasmissione. Fatti che parlano da soli. Il presidente dell'Istat, Alberto Zuliani, ha segnalato errori e distorsioni denunciando che questo metodo è fatto per soddisfare i pubblicitari e che non è chiara nè la composizione del campione nè con quale criterio vengano scelte le famiglie. II Codacons, associazione di consumatori, ha presentato un manifesto anti-Auditel e il Censis, altro istituto di ricerca, definisce i dati "una leggenda".

 

 

 

 

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