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''IL MESTIERE DELLA MUSICA'' e ''MUSICA E TELEVISIONE''

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Da "www.rockol.it" 03/10/2008

''IL MESTIERE DELLA MUSICA'' e ''MUSICA E TELEVISIONE''
CONSIDERAZIONI EMERSE A CONCLUSIONE DEI LAVORI DEL PENSATOIO SVOLTOSI IERI POMERIGGIO ALL'AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA - ROMA
 

Ieri pomeriggio alla Sala Ospiti dell'Auditorium Parco della Musica, nell'ambito della Settimana della Musica, si sono svolti due importanti momenti di riflessione per fare il punto sulla situazione attuale e guardare verso il futuro, ideati e moderati da Giorgio Verdelli, organizzati dalla Sudovest Produzioni, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Fondazione CittàItalia.
Di seguito le considerazioni emerse al termine del primo incontro sul "Mestiere della musica", con relatori Max Gazzè, Boosta (dei Subsonica), il prof. Francesco D'Amato (Master "Analisi del linguaggio musicale" Univ. La Sapienza), l'avv. Pierluigi De Palma (Studio Rossotto & Partners, una delle voci più autorevoli in materia di diritto d'autore applicato al settore entertainment), Marcantonio Lucidi (giornalista). Hanno partecipato all'incontro tutte le maggiori associazioni di categoria: FIMI, PMI, AFI, AudioCoop, Assomusica insieme ad alcuni parlamentari estensori del disegno di legge sulla musica.

AVV. PIERLUIGI DE PALMA - STUDIO ROSSOTTO AND PARTNERS L'Avvocato Pierluigi De Palma, parlando del futuro della legge sulla musica, ha constatato che, ancora oggi, dopo anni di decreti e proposte di legge, in Italia non esiste un corpus normativo che preveda delle soluzioni concrete e attuabili. Le sanzioni previste per chi scarica illegalmente da Internet infatti, sono pressochè inapplicabili a causa dei costi e tempi che comportano. De Palma suggerisce di prendere come riferimento il modello francese che con "L'Accordo dell'Eliseo", nel novembre 2007, è riuscito a coinvolgere tutte la parti del sistema musica (artisti, discografici, Internet service provider, Authority), costringendo ognuno ad assumere una responsabilità e a partecipare attivamente alla soluzione del problema. La "Legge Hadopi" prevede infatti che chi viene colto a scaricare illegalmente file da Internet, riceva 2 richiami mentre alla terza violazione il suo abbonamento al web viene staccato.

PROF. FRANCESCO D'AMATO
Il Prof. Francesco D'Amato, docente di "Analisi dei linguaggi musicali" presso l'Università La Sapienza di Roma, ha illustrato i nuovi scenari del settore musicale che vedono un incremento esponenziale del mercato digitale (solo nel 2007 una crescita del 40%) e contemporaneamente un uso indiscriminato del "file-sharing" che ha di fatto messo in crisi la discografia. Per far fronte a questo fenomeno, D'Amato ha suggerito delle soluzioni e delle alternative concrete: stabilire e mettere in atto azioni legali nei confronti di chi scarica illegalmente, creare dei modelli competitivi che prevedano una forma legale di download e sfruttare le opportunità che Internet mette a disposizione.

MAX GAZZE'
Fare musica si divide in due fasi. La prima è quella dell'ispirazione, composizione, realizzazione, e implica immaginazione e ricerca, attività che distanziano dalle contingenze quotidiane l'artista. La seconda riguarda la promozione e la diffusione e coinvolge attori che diffondono il prodotto, che è una riproduzione di immaginazione colta nel suo apice espressivo. Uno dei problemi che riguardano la musica è l'omologazione del prezzo di vendita dei prodotti nel mercato cultura, fattore anomalo e fuorviante. Di fatto, della storia dell'autore e del momento creativo, non se ne sa nulla. Le diversità di prezzo intrigano e stimolano perchè creano desiderio. Se la Fiat dovesse produrre solo ciò che vende, produrrebbe solo Punto e Panda. La mission dell'industria musicale dovrebbe essere la diffusione di uno stato emotivo e creativo, non la vendita di un pezzo di plastica.

BOOSTA (Subsonica)
Oggi viviamo in una società che fa di tutto per tenerci chiusi in casa, inculcandoci quotidianamente un senso di paura. Temiamo di uscire e vivere la notte che è l'unico momento in cui ci si può confrontare e interagire senza dover lavorare. Oggi mancano dei veri spazi di interazione.
I giovani che oggi sono i maggiori fruitori dei new media e di internet, sono di fatto ostracizzati e resi ignoranti da questa logica della paura.
Il live ha salvato le nostre vite (dei Subsonica), così come quelle di tanti colleghi, ed è l'unico momento in cui si impara il rispetto del pubblico. Per questo il peer to peer è il benvenuto, perchè è comunque un mezzo per far conoscere. E porta al live, momento che dà valore aggiunto.
L'importante è non specularci sopra, ma mantenere prezzi accessibili senza compromettere la qualità.

ON. FRANCESCO GIRO
Il Sottosegretario ai Beni Culturali ha dichiarato che la musica insieme alla letteratura, è una delle frontiere più impegnate, perchè più vicine ai giovani. E' quindi necessario che la politica coltivi un'etica della responsabilità nei confronti delle nuove generazioni. Giro sostiene che è necessario passare da una logica della sanzione ad una logica della condivisione, così come è stato fatto in Francia, tenendo comunque conto delle differenze con il nostro paese. Il modello dell'Eliseo dimostra che esistono delle soluzioni concrete e il Sottosegretario suggerisce provocatoriamente di "fare i copioni", cioè di guardarsi intorno e prendere ciò che c'è di buono nella legislatura francese.

Infine, da rilevare il contributo video di Biagio Antonacci (trasmesso durante l'incontro insieme ai contributi di altri big della canzone italiana), che alla domanda sulla crisi del mercato musicale italiano, risponde dicendo che oggi la musica contemporanea non è tutelata dal legislatore perchè non è ancora identificata con la cultura. Secondo l'artista è necessario prendere numerose contromisure, come togliere o ridurre l'IVA sui cd ma soprattutto investire sui giovani di talento, capaci di vendere anche all'estero. Bisogna creare quindi delle nuove star.

Nella seconda parte dell'incontro, intitolata "Musica e televisione", sono intervenuti il Premio Oscar Vincenzo Cerami, Roberta Gisotti (autrice del libro "La favola dell'Auditel"), Antonio Bottiglieri (RAI - Capo Struttura Qualità Tecnica), Marina Loi (docente di Teoria e tecniche del linguaggio radiotelevisivo Roma Tre), Marco Mele (Il Sole 24 Ore), per analizzare il delicato equilibrio tra il piccolo schermo e la musica.

ROBERTA GISOTTI, giornalista, scrittrice e docente universitaria ha spiegato che è stato l'Auditel a stabilire che "la musica in televisione non funziona". Tuttavia, ha dimostrato come l'Auditel sia uno strumento scientificamente inaffidabile, portando anche degli esempi concreti: un programma come "X Factor", con un successo indiscutibile e attestato dal pubblico, ha raggiunto infatti ascolti appena sufficienti nelle aspettative della rete.

ANTONIO BOTTIGLIERI (Capo Struttura Qualità Tecnica Rai) e MARCO MELE (Il Sole 24 Ore), analizzando i linguaggi necessari per rendere fruibile la musica sul piccolo schermo, hanno spiegato che esistono delle difficoltà oggettive quando "si fa vedere la musica" e che spesso è complicato trovare una mediazione tra gli artisti abituati a suonare nei concerti e le esigenze tecniche della TV. Inoltre, Marco Mele, ha sottolineato come l'Italia sia indietro rispetto agli Stati Uniti nella realizzazione dei videoclip, dove la sinergia tra grandi registi e cantanti è molto più forte.
Nel nostro paese, la musica viene utilizzata in tv soprattutto per le colonne sonore di film e di spot pubblicitari, anche a costo di snaturare il messaggio originale delle canzoni.

MARINA LOI, docente universitaria di Teoria e Tecniche del linguaggio radiotelevisivo a Roma Tre, ha chiuso il convegno illustrando la sinergia esistente tra musica e serie televisive americane e come queste ultime abbiano contribuito a lanciare nuove band e a rendere famose canzoni che non erano riuscite ad emergere nelle radio (ad esempio con O.C.). Ha inoltre sottolineato la presenza fissa di guest star musicali nelle serie come nel caso di "Hally Mc Beal" o "Una mamma per amica", e ha evidenziato che negli Stati Uniti la musica diventa un vero e proprio soggetto televisivo e non resta relegata al semplice ruolo di colonna sonora.

 

 

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