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Finalmente demolita la casa di vetro

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Articolo in: Articolo 21  

Roberta Gisotti 17/05/2006

Finalmente demolita la casa di vetro

Un provvedimento "storico" per la Televisione in Italia, che cambierà l'assetto societario dell'Auditel

 

Lieto fine per la favola dell'Auditel: sarà demolita la Casa di vetro per costruire un nuovo edificio fondato sul pluralismo, la trasparenza e la credibilità scientifica in grado di ospitare un sistema di rilevamento degli ascolti televisivi degno di un Paese democratico, nell'interesse dell'intera popolazione italiana, piuttosto che a servizio di un'oligarchia di poteri forti, che ha blindato per quasi 20 anni il duopolio Rai-Mediaset a tutto frutto dei grandi potentati della Pubblicità che si sono impossessati della Televisione, il più grande mezzo di comunicazione di massa, capace di veicolare tendenze al consumo, stili di vita, ma anche ideologie politiche ed orientamenti culturali e religiosi.

Un provvedimento dunque 'storico' per la Televisione in Italia, che cambierà l'assetto societario dell'Auditel, affinerà e diversificherà le tecniche del rilevamento, e potrà anche regolare diversamente la diffusione e l'utilizzo dei dati, cosi come mi è stato detto durante l'audizione che ho avuto lunedì nella sede romana dell'AgCom, alla vigilia dell'approvazione ieri a Napoli del documento da parte della Commissione servizi e prodotti. Presenti all'incontro il segretario generale ing. Roberto Viola e la dott. Laura Aria, responsabile della Direzione audiovisivi dell'Autorità, che ha condotto lo studio preparatorio all'Atto di indirizzo, e continuerà a seguire lo sviluppo della riforma dell'Auditel. "E' solo l'inizio di un percorso che porterà ad una rivoluzione nell'approccio anche culturale su questa materia e molto si potrà ancora aggiungere, correggere e migliorare" strada facendo, è stato osservato. "Una questione - ha spiegato la dott. Aria - che il presidente Calabrò ha preso seriamente a cuore fin dall'inizio del suo mandato e che è giunta a compimento dopo aver consultato 70 soggetti tra emittenti nazionali, associazioni di tv locali, società di rilevamento, associazioni di consumatori, Fieg e Fnsi".

In quella sede ho depositato un documento con alcune proposte integrative sulla base di uno studio comparato condotto sui sistemi di rilevamento di Paesi, assimilabili all'Italia nello sviluppo del settore televisivo: quali Gran Bretagna, Francia, Spagna, Germania, Stati Uniti, cercando di ottimizzare i diversi modelli. Proposte che potranno essere accolte per un rilevamento in ultima istanza a servizio degli utenti-cittadini e degli utenti-consumatori che in forma di canone e in forma di acquisti sovvenzionano l'intero sistema televisivo pubblico e privato, e sono depositari di diritti e come cittadini e come consumatori.

La prima proposta è che ogni associato Auditel possa disporre in futuro di un unico voto nel nuovo Consiglio d'amministrazione e partecipare al bilancio annuale dei costi in base alle entrate pubblicitarie. Ho osservato inoltre che sarebbe bene affidare con gara d'appalto a più soggetti esterni: a) la ricerca di base, b) la gestione del campione, c) il rilevamento e l'elaborazione dei dati d'ascolto. Ed è estremamente rilevante - come già indicato nell'Atto di indirizzo - che tutti gli estremi della ricerca debbano essere depositati presso l'AgCom, che li renderà pubblici sul proprio Sito Internet, specificando l'indirizzo dove sarà possibile reperire l'intera documentazione. Infrangendo cosi il muro che finora ha occultato perfino alle autorità dello Stato, allo stesso Parlamento, di verificare l'intera ricerca Auditel.

Tra le ipotesi aggiuntive è anche di creare un rilevamento ad hoc per l'emittenza locale, poichè oggi le 5 mila famiglia del campione Auditel sono presenti solo in 1700 Comuni su un totale di oltre 8 mila.
Si è parlato inoltre di una possibile assoluta novità nel rilevamento Auditel: misurare oltre la quantità la qualità dell'ascolto, magari con l'inserimento di più tasti nel telecomando del meter per registrare il gradimento e anche il dissenso degli spettatori ed anche di elaborare ricerche di altro tipo sullo stesso campione ad integrare la valutazione del gradimento o del dissenso e registrare pure le attese del pubblico sulla programmazione televisiva, nonchè fornire materiale per possibili letture sociologiche di varia natura sui dati di ascolto. Ho proposto invece di eliminare il tasto ospiti che può indurre in fin troppo facili tentazioni di alzare gli ascolti.

Riguardo il campione - ho indicato - un turn over di 6 mesi/1 anno, anzichè la media attuale di 5 anni, con punte decennali. Ho proposto che l'età minima del campione sia alzata a 12 anni, quando è possibile ipotizzare vi sia la coscienza di assolvere ad un compito sociale, e che a valutare la presenza dei bambini davanti alla tv siano ricerche di altro tipo rispetto al rilevamento attraverso il people meter, condotte in collaborazione con i genitori o di chi ne fa le veci.
Sul piano tecnico ho raccomandato che tutti i televisori delle famiglie campione siano monitorati, e cosi anche i computer adibiti alla visione di programma Tv, ad evitare parzialità nel rilevamento e comportamenti volutamente viziati. Ho chiesto inoltre di prevedere sistemi efficienti di verifica sulle frequenze dei canali perchè non si sovrappongano e confondano i segnali in fase di registrazione, come sovente accade oggi.
E poi ancora si è parlato di poter alzare da 31 secondi ad 1 minuto il tempo minimo di permanenza per essere registrati tra il pubblico di un programma e così anche di fornire l'ascolto quantificato dell'intero programma, piuttosto che il minuto per minuto, e di fare una misurazione a parte degli spot pubblicitari all'interno dei programmi.

Infine ad evitare la sovraesposizione mediatica del rilevamento ho suggerito di rendere noti i dati d'ascolto solo agli associati Auditel per farne l'uso che ritengono opportuno, come avviene in altri Paesi, anzichè pubblicarlo quotidianamente a mezzo stampa, incentivando la 'guerra' dell'audience a tutto danno - come si è dimostrato finora - della qualità televisiva e alimentando logiche strumentali ad uso e consumo di chi voglia speculare servendosi della platea televisiva.

 

 

 

 

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