"La soddisfazione dell'aiart per la condanna, da parte del Magistrato, del sistema dei rilevamenti dati dell'Auditel, non può non far riflettere sul fatto che "la favola dell'Auditel" viene - su ricorso di una società "danneggiata" dai dati Auditel - smascherata da una Corte di Appello, dopo anni e anni di denunce, di critiche, di rilievi che non hanno nemmeno sfiorato e scalfito quella straordinaria macchina "distributrice" di dati di ascolto e di pubblicità che è l'Auditel!"
"Da oltre 2 anni l'aiart - ha detto il Presidente Luca Borgomeo - denuncia l'inattendibilità dei dati auditel e mette in evidenza quanto sia contrario alle regole della trasparenza, e del pluralismo un sistema che vede i controllati (Rai e Mediaset) gestire e finanziare il "controllore" (l'auditel).
Sul numero 2 della "Parabola" la rivista trimestrale di studi e ricerche sulle comunicazioni è pubblicato un saggio di Roberta Gisotti dal titolo inequivocabile: la scarsa affidabilità dei dati Auditel.
Sempre sull'Auditel nell'editoriale della Parabola, Borgomeo scrive:
"Rai e Mediaset hanno, in comune il fatto di avere i "conti" in attivo e di riempire i palinsesti di programmi in generale faziosi, insulsi, negativi, volgari e spesso diseducativi e dannosi. La situazione, a prima vista paradossale, ha un spiegazione: Rai e Mediaset, operando nello stesso settore e rastrellando - grazie ai "numeri" dell'Auditel - il 97% dell'intero gettito pubblicitario, dovrebbero farsi concorrenza. Formalmente siamo in presenza di un duopolio, che domina quasi completamente tutto il comparto televisivo; nei fatti, in concreto, il duopolio è finto, in quanto tutto il comparto è guidato e controllato da un medesimo centro di potere politico-istituzionale ed economico-finanziario".