Ma la notizia più succosa è arrivata ieri. L'Autorità per le comunicazioni affronterà intorno a metà febbraio la questione della riforma dell'Auditel.
È quanto ha annunciato il presidente, Corrado Calabrò, a margine di una audizione in commissione di Vigilanza, precisando la tempistica del procedimento già avviato nei mesi scorsi.
"Abbiamo aperto una consultazione - ha dichiarato Calabrò all'Ansa - che non è finita. Le critiche all'attuale sistema del resto non vengono solo da operatori marginali, ma ce ne sono anche di importanti, che ci incalzano per problemi di raccolta pubblicitaria.
Ci sono carenze indubbie ed anche su valutazioni tecniche che non sono così concordi come potevamo credere".
Alla fine di febbraio comunque dovrebbe essere terminato l'esame di tutti i materiali raccolti dalle consultazioni e pronta una bozza di delibera da portare all'esame della Commissione competente dell'Autorità. "All'interno dell'Autorità - ha spiegato Calabrò ad Apcom - c'è unanimità d'intenti sulla necessità di arrivare ad una riforma", sottolineando pure come fosse già attivata "la convenzione con l'Istat per mettere a punto un metodo statistico di rilevazione che sia inattaccabile". Il direttore generale di Auditel, Walter Pancini, non ha voluto commentare nel merito la presa di posizione.
"Sono completamente incredulo - ha dichiarato Pancini - perchè non mi pare possibile che il presidente dell'Authority possa avere anticipato l'esito di un percorso che mi risulta ancora aperto. Presso l'Authority abbiamo già fatto una audizione molto soddisfacente e stiamo ora fornendo altri materiali, informazioni e dati che riteniamo utili per avere un quadro chiaro e completo. E' normale che, avendo incontrato molti soggetti, Calabrò abbia ascoltato anche giudizi critici su Auditel; ma non credo, considerata la prudenza del presidente, che solo su questi possa fondare la posizione dell'Authority. Così, prima di pronunciarmi, aspetto il documento che viene annunciato come pronto per la metà di febbraio".
Qualche rilievo più diretto per Calabrò arriva da Sitcom, che stigmatizza il passaggio della dichiarazione del presidente all'Ansa in cui si allude al diverso peso che potrebbero avere critiche provenienti "anche da importanti operatori" e non solo da alcuni definiti marginali. "Siamo stupiti" replica il gruppo guidato da Valter La Tona, giudicando "difficilmente comprensibile e giustificabile un tale giudizio da parte di un'istituzione chiamata a svolgere un ruolo regolamentare nell'interesse dell'intero mercato, del pluralismo e della correttezza nella comunicazione.
Auspichiamo che l'attuale Autorità assuma una chiara, netta, decisa e rigorosa diversa posizione nell'ambito del proprio ruolo e dei propri poteri".