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Da "Facoltà Scienze Comunicazione Sociale-UPS" 28/05/2008

"4 di luglio: il massacro di San Patrizio": il film argentino premiato lo scorso settembre dall'Associazione cattolica mondiale per la comunicazione (SiGNIS) ha iniziato la sua tournè in Europa, ospitato in Italia dalla Pontificia Uni
Domenica 4 luglio 1976: nella chiesa di san Patrizio a Buenos Aires vengono selvaggiamente assassinati tre sacerdoti Pallottini e due seminaristi. Ufficialmente si ipotizza un attacco terrorista, ma prove evidenti - da subito occultate - indicano la responsabilità di un gruppo paramilitare legato ai vertici della dittatura militare da pochi mesi al potere in Argentina. Da allora sono passati 32 anni senza alcun imputato della terribile strage, una delle tante che hanno insanguinato il Paese latinoamericano in quegli anni bui, eliminando chiunque si opponesse alle politiche vessatorie della giunta militare, tristemente nota anche per aver fatto letteralmente sparire circa 30 mila persone. Tra le vittime della dittatura anche molti esponenti della Chiesa, di quella stessa Chiesa argentina posta dalla storia sotto accusa per non avere abbastanza contrastato i vertici militari e abbastanza difeso i suoi pastori più esposti nella difesa degli oppressi. Al nostro microfono i due giovani registi del film, Young e Zubizzareta:
D. - Che cosa vi ha spinto a girare questo film su un tema drammatico, ma anche molto controverso?
R. - (Young) Primeramente, somos vecinos del barrio donde esta la iglesia de San Patricio...
Noi abitiamo vicino alla chiesa di San Patrizio; da piccoli noi abbiamo ascoltato questa storia ed è parte della mia storia, della nostra storia. Una delle cose che abbiamo fatto è ascoltare questa storia, dopo quello che è successo, e abbiamo sentito che si tentava di mettere a tacere il massacro più terribile che la Chiesa ha patito in America Latina.
D. - A che punto è il processo per restituire piena verità a tanti fatti che hanno insanguinato l'Argentina negli anni della dittatura?
R. - (Zubizzareta) En un primero momento, despuès de la dictadura, que se iniciarían los Juicios...
Dopo la dittatura sono iniziati i processi contro i dittatori che si sono resi responsabili di questi crimini. Con il governo di Alfonsín sono state promulgate due leggi sull'obbedienza dovuta fino agli estremi limiti, per cui questi delitti sono stati considerati non imputabili. Queste leggi sono state dichiarate incostituzionali soltanto nel 2003 ma in questo momento il problema non è che questi processi non si portino avanti, quanto piuttosto la lentezza di tutti questi procedimenti.
R. - (Young) Sin embargo recientemente ha sido ajuiciado e encancerado un sacerdote...
Nonostante questa lentezza, recentemente un sacerdote Christian von Wernich è stato condannato e giustiziato per essere stato complice di questi reati.
D. - Il film mostra chiaramente delle responsabilità della Chiesa. Un film che richiama però fortemente il valore della riconciliazione e del perdono, quindi un film che vuole ricostruire anche sul dolore?
R. - (Young) Sì. Nosotros crèemos quel llegamos el camino que ha començado...
Quello che noi crediamo è che non può esserci riconciliazione se prima non c'è verità, giustizia, pentimento. La riconciliazione deve arrivare dopo questo processo
da fsc.unisal.it