Come si può infatti condizionare tale libertà fondamentale al giudizio sulla persona? Perchè allora Santoro sì e Giorgino no! Ignora forse Mencherini che Santoro è fortemente inviso a parte del pubblico radiotelevisivo, cosi come lo è Giorgino ad altra parte di quello stesso pubblico per diversi motivi?
Vorrei inoltre esprimere il mio sconcerto di fronte a tante firme che compaiono in questo Sito, libero spazio di idee, sotto pseudonimo. Con tutto il rispetto delle serie motivazioni che spingono gli autori a non rivelarsi con nome e cognome, vorrei lanciare un appello perchè queste persone vengano allo scoperto, se scrivono il vero, se argomentano in buona fede, se esprimono opinioni nel rispetto della Legge sulla stampa e del Codice Civile.
La paura di ritorsioni per quanto comprensibile può infatti alimentare un sistema censorio e perfino farsene 'complice'. Mi chiedo allora perchè la circolare delle Direzione generale della RAI in materia di "incompatibilità e divieti nel settore giornalistico" - che risale al gennaio 2003 - non è stata adeguatamente contestata nelle competenti sedi aziendali e impugnata se necessario anche in sede giudiziale civile"? Se cosi fosse stato non discuteremmo oggi del 'caso' Giorgino e neanche di articoli pubblicati per necessità sotto pseudonimo.
Il coraggio delle proprie idee - che personalmente raccomando a tutti i giovani, specie studenti in giornalismo - va coltivato con intelligenza e fede nella verità, senza cedere a lusinghe nè a minacce, accentando pure un prezzo da pagare, quando si è sicuri di essere nel giusto.