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Roberta Gisotti 26/04/2004

Ascoltare i bambini: la lettura audiovisiva
Le domande non espresse: come rispondere?
Primo Incontro: un anno fa per denunciare l'Auditel, questo sistema di rilevamento tanto inaffidabile e che tante sciagure ha portato alla nostra Tv e alle nostre famiglie e alla nostra società e se qualcuno avrà interesse a tornare su questo argomento potrà farmi delle domande nella fase del dibattito, che mi auguro sarà vivace e partecipato.
Secondo Incontronell'ambito di questo ciclo su media e bambini in cui ho parlato della Tv in Italia nella sua evoluzione storica, per ciò che ha significato nel passato e per ciò che significa oggi. E' importante capire cosa c'è dentro e dietro la scatola: e capire prima chi siamo noi che guardiamo quella scatola. Dobbiamo prima capirlo noi e poi saperlo spiegare ai nostri bambini, i nostri figli. Abbiamo un mese fa parlato del passaggio dalla paleotelevisione, pensata per educare, formare, divertire, intrattenere alla neotelevisione che ha come unico scopo quello di produrre programmi per vendere fette di pubblico, teste di persone alla pubblicità. Vi ho parlato del passaggio dall'economia di mercato alla società di mercato e della trasformazione del cittadino utente della Tv al consumatore acquirente della Tv, che non ha alcuna tutela giuridica nè riconoscimento normativo
La dott.ssa Elisa Manna, che mi ha accompagnato in questo secondo incontro e che è ricercatrice esperta di media e minori, responsabile del settore politiche culturale del Censis, ha parlato degli effetti di questa tv di mercato fuori da ogni controllo - al di là di Carte e Codici che nessuno purtroppo rispetta, e questo anche perchè i cittadini in realtà non li conoscono e non li rivendicano - dunque gli effetti di questa Tv sui bambini, ma anche sui ragazzi e giovani che la guardano ma soprattutto la subiscono.
Effetti della tv che sono accertati, documentati da 20, 30, 40, 50 anni, da parte degli esperti, di psicologi dell'età evolutiva, degli psichiatri infantili, dei pediatri, dei sociologi, e da parte anche degli educatori, che sono a contatto con i minori. Eppure la Tv continua a smerciare cattiva merce per i nostri bambini e ragazzi e giovani e le Istituzioni tacciono e le famiglie non sono abbastanza avvertite sul problema o sono comunque impotenti.
Ma qualcosa si può fare per difendersi se non altro nell'autodifesa finchè i tempi non saranno maturi per una riscossa civile sul tema dei media e minori che è stato di recente, la scorsa settimana al centro di un Vertice mondiale, il IV che si è tenuto a Rio de Janeiro, in Brasile, proprio per valutare la programmazione dei media rivolta ai minori e valutare l'impatto dei media nella formazione dei giovani. E le considerazione come potete immaginare non sono state positive.
E qui ci colleghiamo al terzo incontro di questa sera che pone un interrogativo molto interessante che deve metterci tutti in crisi: ascoltare le domande inespresse: come rispondere?"
Io direi subito che non c'è una formula magica per trasformare la Tv in qualcosa che non è più, ovvero come è stata in passato, un'agenzia educativa, e non c'è una ricetta per discernere ciò che buono da ciò che non è buono. Ma c'è un criterio, che è anche uno dei fondamenti per il diritto, è che è il buon senso anzitutto e poi la coscienza di dover discernere per i nostri figli, e la volontà prima e poi la capacità di farci noi genitori, educatori critici della tv e la responsabilità di uscire fuori da nostro mondo adulto per immedesimarci nel mondo infantile o adolescenziale e decifrare con quella loro sensibilità il messaggio che arriva dalla Tv.
Ecco io non sono qui oggi per suggerire principi unici per fare scelte giuste, perchè sarebbe presuntuoso nei vostri confronti ed anche in qualche modo censorio, ecco io sono qui piuttosto per sollecitarvi ad essere genitori davanti alla Tv, di operare voi delle scelte di visione piuttosto che lasciare incustodito nella mani dei vostri figli piccoli il telecomando; e se anche questo accadesse per motivi oggettivi di impossibilità fisica di essere accanto a loro, di controllare a posteriori cosa hanno visto, per entrare in dialogo con loro, commentando, criticando, censurando se necessario quando sono troppo piccini per operare scelte consapevoli. Parlate sempre con loro anche per riparare guasti che la Tv può avere fatto sulle loro menti: immagini violenti, immagini paurose, immagini scabrose, immagini diseducative che voi potete rileggere con loro a posteriori.
E badate di dare sempre istruzioni precise a Baby sitter ma anche ai nonni su cosa possono o non possono vedere i bambini.Intanto vietate loro di mangiare con la Tv accesa e rinunciate pure voi a vedere la Tv quando pranzate o cenate soprattutto con i vostri figli. Quante baby sitter e purtroppo anche nonni, mamme e papà piazzano i bambini davanti alla Tv e poi raccontano orgogliosi che senza la Tv il piccolo non mangia o ci mette tre ore...
Evitate poi assolutamente di mettere la Tv nelle camere da letto di bambini e ragazzi e per dare il buon esempio rinunciate pure voi se possibile ad averla in camera da letto.
Non vi stancate di esprimere i vostri giudizi su ciò che la Tv trasmette con i vostri figli anche se entrate in conflitto con loro e passate per dei rompiballe o vi mandano a quel paese....
Essere genitori davanti alla Tv è diventato uno dei compiti più difficili e gravosi che ci sia. Per questo fate tutto il possibile finchè sono in età scolare per proporre alternative alla Tv: sport, giochi da tavolo e di movimento, hobbies, chiacchere, passeggiate, amichetti, pasticci in cucina, teatrino in casa...: certo è più faticoso per i genitori ma è tanto meglio per loro, che passeranno un'infanzia più bella.
Proponete ai bimbi piccoli solo pochi programmi che avete la possibilità di vedere con loro o che comunque avete visionato almeno una volta. Se sono più grandicelli e sono determinati a vedere un programma che a voi non piace, giocate d'astuzia e criticatelo, demolitelo...comunque avrete seminato il dubbio e sollecitato la loro critica e difesa su aspetti negativi che certo non sono in grado da soli di recepire.
Fate poi grande attenzione ai programmi d'informazione, o pseudo tali del pomeriggio: sono davvero pericolosi, perchè si presentano come rappresentazione vera e totale del mondo, un mondo di guerre e violenze, di orribili fatti di cronaca che toccano la sfera familiare, di pettegolezzo e morbosa attenzione alla vita dei vip, di rappresentazione della donna esclusivo oggetto di desiderio sessuale, tanto che siamo arrivati ai servizi sui calendari delle donne nude nei telegiornali serali, anche della Rai.
E qui stasera voglio sottoporre alla vostra attenzione alcuni casi, che hanno allietato - si fa per dire - la presente stagione televisiva, inondata dai cosiddetti reality e people show, che di reale e popolare in realtà non hanno proprio niente, ma tutto si basa su contratti economici che arrivano a ledere la dignità delle persone che si prestano a parteciparvi e ledono pure i diritti di noi spettatori sottoposti a visioni per lo più idiote o purtroppo degradanti, trasformati in guardoni o sadici, partecipi di un circo indecoroso o demenziale.
Pensiamo al Grande Fratello, all'Isola dei famosi, alla Talpa, a Bisturi. E per la prossima stagione si prospetta una gara a colpi di reality e people show.
Ora forse a qualcuno di voi alcuni di questi programmi sono piaciuti, e vi siete anche divertiti, ma forse non avete riflettuto su cosa c'è dietro e quanto male possono arrecare a noi ma soprattuto ai nostri ragazzi e giovani che crescono con questa Tv.
Ecco questi programmi sono il coronamento di una Tv essenzialmente emozionale, una Tv a misura di Auditel, che rileva minuto per minuto l'ascolto, minuti poi assommati che danno poi il dato medio di audience, audience che rapportata poi all'audience degli altri programmi ci da lo share cioè la percentuale degli ascolti. Se ci sono gli ascolti vuol dire che piace! Per questo abbiamo una Tv imperniata unicamente per catturare l'attenzione dei telespettatori, con qualunque mezzo e lo vediamo tutti i giorni. Basta infatti restare 31 secondi davanti un programma e l'Auditel ci conta fra gli spettatori di quel programma. Poco importa se quei 31 secondi ci hanno disgustato, provocato irritazione, riprovazione, fastidio o semplicemente suscitato un commento tipo: ma che idiozia, che scemenza!
Ecco allora il Grande Fratello, che ogni nuova edizione inventa -si perchè ci sono stuoli di autori che scrivono la finta realtà dei reality e inventano situazioni sempre più scabrose, esempio padre e figlia che si raccontano come fanno l'amore, con rapporti fisici sempre più espliciti, intrecci etero e omosessuali, linguaggio volgare e dove non possono arrivare oltre propongono scene disgustose di gente che si scaccola, o si strafoga di cibo.
E poi c'è stata L'isola dei famosi, che ha inventato personaggi improbabili come Pappalardo, salvo poi liquidarli nel dimenticatoio dopo un mese. E che ha sottoposto i protagonisti- ricattati economicamente e moralmente per conquistare un briciolo di notorietà, a stress di vita, fino al limite del tollerabile.
E quindi c'è stata La talpa, che si è spinta ancora più oltre con prove estreme, persone ferite, scene di panico, animali topi, cavallette, lucertole tra i piedi, sul corpo, tra i capelli, insetti vivi e morti mangiati con evidente disgusto e ancora scene di sepoltura da vivi con tanto di medico in diretta per controllare la tachicardia e la pressione e gente portata via sull'ambulanza, una follia senza senso!
E infine Bisturi per esaltare un modello di perfezione fisica che non esiste, per spingere le persone a ricercare canoni di bellezza inesistenti e un'identità a loro estranea. Sono arrivati a trasmettere un intervento di mastoplastica, ovvero un'operazione per rifarsi il seno, in diretta con tanto di fidanzato e papà in studio, all'oscuro della vicenda, che plaudivano contenti della bella sorpresa!
E poi abbiamo avuto il parto cesareo trasmesso da Domenica I che pare sia stato concordato ad hoc il sabato sera per esigenze di trasmissione.
Ora su tutte queste trasmissioni si sono espressi contrari medici, pediatri, sociologi, psichiatri, chirurghi plastici, associazioni dei genitori.
Si è denunciato che nel Grande Fratello si banalizza il sesso, si annulla il senso del pudore, si invade la sfera intima delle persone.
Si è detto che nell'Isola dei famosi si è sfruttato un gruppo di persone che famose non erano o non lo erano più, a fare una vita quasi di stenti per il gusto di essere osservati come animali in gabbia.
E nella Talpa addirittura si è arrivati a torturare i protagonisti, a farli ustionare in diretta per il gusto di vederli soffrire.
E a Bisturi dove perfino la scienza è divenuta show, banalizzando perfino la sala operatoria e la professionalità e sofferenza che c'è dietro. E poi la spinta a non accettarsi nel fisico a ricercare nell'estetica una sicurezza interiore che arriva da ben altro, a ghettizzare indirettamente i brutti o chi si sente tale, a discriminare chi ha o pensa di avere difetti fisici.
Detto questo - e spero che altre osservazioni le farete voi - aggiungo alcuni dati esemplificativi che devono allarmarci, ma che forse già conoscete osservando i comportamenti dei vostri bambini e alunni.
Allora si fa tanto un gran parlare di orari di televisione per tutti, che dovrebbe secondo legge dello Stato essere dalle 7 del mattino alle 22.30 e di fascia protetta per i ragazzi, che dovrebbe essere dalle 15 alle 19. Uso il condizionale perchè in realtà si vede di tutto in questi orari. E che senso ha la fascia protetta come se i bambini guardassero la Tv solo nel pomeriggio. In realtà al pomeriggio vi sono circa 1 milione e mezzo di bambini e ragazzi davanti alla Tv , mentre ce ne sono il doppio, circa 3 milioni in prima serata fino alle 22.30 e dopo quest'ora ce ne sono ancora mezzo milione tra i 4 e i 14 anni davanti allo schermo. Mezzo milione di piccoli telespettatori che ogni giorno - secondo una recente ricerca dell'Agenzia "Klaus Davi" sono a rischio quotidiani di venire a contatto con spot erotici e chat a luci rosse e film pornografici e show per adulti, anche di primo mattino, è capitato, a bambini che si alzano prestissimo e per tenersi compagnia vanno ad accendere la Tv.
Da qualche anno poi hanno inventato il bollini verdi, gialli e rossi per segnalare i programmi per adulti, una vera ipocrisia ed una vera idiozia, dimenticando che gran parte del tempo i minori sono solo davanti alla Tv ed è stato dimostrato da ricerche condotte con test su ragazzi e bambini che questi sono attirati dal bollino rosso, incitati addirittura a soffermarsi su quel programma segnalato come loro proibito, per il gustro di trasgredire o semplicemente per sentirsi grande, e perchè non si ha la coscienza di esporsi ad un pericolo, che non percepiscono naturalmente.
Si è scoperto da una indagine fatta in questi mesi dall'Osservatorio dei minori, che la trasmissione preferita dai bambini tra i 6 e i 10 anni è "Striscia la notizia". E quale messaggio può passare questo programma ad un bambino: che il giornalismo di denuncia non lo fanno i giornalisti ma i comici, con le donnine seminude sul tavolo, mentre si parla di cose serie, gravi che dovrebbero occupare le pagine dei giornali, o interessare le Forze dell'Ordine o la Magistratura. Quindi un messaggio di sfiducia verso le istituzioni dello Stato ma anche sul ruolo della stampa. Un messaggio che dice che di fronte al crimine e alla disonestà si ride, si scherza, si gioca; si banalizza ancora una volta di più. E la gente a casa - quante volte lo sentito dire - quando ha qualcosa da denunciare, esclama adesso lo denuncio a "Striscia la notizia", invece di rivolgersi a un Giornale o recarci in Questura o dai Carabinieri.
Ci sono poi state ricerche che hanno collegato lo sviluppo sessuale precoce alla programmazione televisiva inadatta ai bambini. C'è stato quest'anno un caso doloroso di cronaca: due operatori di un asilo nido, che erano stati accusati di avere abusato sessualmente di due bimbi, sono stati prosciolti dopo due anni e mezzo dall'imputazione, grazie soprattutto alle rivelazione di una delle bimbe che ha raccontato che avrebbe imparato certe cose di sesso che fanno i grandi dal "Grande Fratello" e altri programmi per adulti.
Nel marzo scorso un altro rapporto elaborata da neurologi ha denunciato che per colpa della Tv i bambini crescono troppo in fretta, bruciano le tappe e ciò è molto pericoloso, perchè cresce in loro l'aggressività. Lo hanno chiamato 'adultismo mediatico': l'estrema conseguenza dell'aggressività assorbita da spettacoli violenti e non solo ma anche da modelli di comportamento e stili di vita che spingono i giovani ad adeguarsi, ingaggiando lotte senza esclusioni di colpi per raggiungere lo status symbol comunemente riconosciuto come vincente. Si parla di infanzia e adolescenza negate.
"E' scientificamente provato - hanno spiegati i neurologi - che un abuso di violenza in Tv può determinare lo smantellamento di una parte del cervello, il loro frontale e la corteccia prefrontale, che funge da freno inibitore dell'aggressività". Crescono cosi degli adulti-bonsai a cui il mondo appare un posto senza regole dove tutto e possibile e concesso.
E ci sono gli allarmi dei pediatri: uno studio del febbraio scorso ha denunciato l'aumento dell'obesità per colpa della Tv che induce a una vita sedentaria, e per colpa di un alimentazione sbagliata indotta dalla pubblicità, pubblicità che crea una fortissima dipendenza: il 95 per cento dei ragazzi intervistati ha dichiarato di desiderare ciò che vede e il 70 per cento fa acquistare ai genitori i cibi reclamizzati in Tv.
Io penso a questo punto di fermarvi, spero che non mi vogliate male se vi ho trasmesso tanta inquietudine, con tutte questi allarmi, ma vi assicuro che vale la pena di interessarsi a questo problema perchè i nostri figli sono la cosa più preziosa che abbiamo e dobbiamo difenderli anche per il nostro e il loro futuro di maggiore serenità possibile.