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Roberta Gisotti 05/06/2002

Incontro con Roberta Gisotti, autrice del libro "La favola dell'auditel"
Io sono qui per raccontarvi appunto la favola dell'Auditel, come si intitola questo mio libro; la favola nel senso che l'Auditel è una vera e propria truffa. L'Auditel è il sistema che misura gli ascolti televisivi. In base a questo sistema vengono pagati i prezzi degli spot pubblicitari che permettono alle televisioni di sopravvivere. Il grosso equivoco è proprio questo, che l'Auditel nasce nel 1986 per una esigenza degli investitori pubblicitari di avere un riferimento sicuro per i loro investimenti in un periodo storico dell'Italia che prospettava grossi interessi intorno al mondo televisivo in grande espansione.
Che cosa succede però? Che da subito e poi questo si è rafforzato negli anni, l'Auditel diviene per un grande equivoco l'unico giudice insindacabile dell'intera programmazione televisiva. Di questo giudice insindacabile siamo rimasti tutti prigionieri: i cittadini e gli operatori della televisione.
Un sistema che nasce appunto per il marketing e che invece finisce per svolgere un ruolo che è diventato addirittura pericoloso per la stessa democrazia. Punti deboli dell'Auditel, che io racconto in questo libro, naturalmente non sono fantasie mie, ma sono prove documentate dalle massime istanze competenti sia statali che private. Mi riferisco al Consiglio consultivo degli Utenti, al Garante per l'editoria e la radio diffusione, mi riferisco all'Istat, al Censis, ad associazioni di consumatori come il Codacons, che hanno svolto approfondite ricerche e pubblicato studi, ma nonostante questo siamo ancora con questo sistema di rilevamento degli ascolti del tutto fallace.
I punti deboli quali sono? Ve ne dico alcuni di facile comprensione. Anzitutto il "campione"; avete mai sentito parlare del famoso campione di famiglie misteriose? 5.000 famiglie. Questo campione viene composto non secondo criteri di cittadini utenti, come ci raccontano i signori dell'Auditel, ma secondo criteri di consumo. Ovvero le famiglie che vengono contattate per entrare nel campione, ricevono dei questionari in cui sono poste delle domande per capire i loro stili di vita e le loro tendenze di consumo e gli viene soprattutto chiesto quante ore vedono la televisione. Se la famiglia dichiara di vedere la televisione meno di 3-4 ore al giorno, viene automaticamente esclusa dal campione.
Da ciò si capisce già quanto sia viziato per cui tutto il pubblico selettivo, o comunque il pubblico scontento o un pubblico mirato viene escluso. Questa cosa è stata denunciata con risoluzioni date alla stampa, rese pubbliche dal Consiglio consultivo degli utenti, ma dopo audizioni durate un anno, quindi dopo approfondite ricerche, hanno denunciato: "E' un campione di consumatori, non è un campione di cittadini". Altro punto debole: su 10 famiglie prese in considerazione, questo da studi Istat, solo 5 accettano di avere un colloquio con il personale dell'Auditel, di queste 5 poi solo una accetta di essere campionata.
Ora l'Istat che cosa ci dice che secondo la scienza statistica il campione può essere rappresentativo solamente della percentuale di popolazione cui si riferisce, quindi solamente al 10% della popolazione italiana. L'Istat ci dice che nulla sappiamo in realtà su quale ascolto, quale attese, quali gradimenti si possono aver sul 90%; pensate quale truffa madornale c'è dietro questi dati Auditel che ci vengono spacciati ogni giorno come il vangelo dell'ascolto e del gradimento della popolazione italiana. Altra questione che ci fa capire facilmente che l'Auditel è una 'buffonata' è la macchinosità del rilevamento. Il rilevamento funziona in modo molto semplice.
C'è il televisore a cui viene applicato un "meter" cioè un congegno elettronico che registra le varie frequenze; questo meter è collegato ad un telecomando. Ogni componente della famiglia corrisponde ad un numero di questo telecomando più c'è un tasto degli ospiti. Allora ciascun componente della famiglia, e pensate che nel campione entrano anche i bambini dai quattro anni, dovrebbe registrare ogni minimo cambiamento che avviene davanti alla televisione.
Ora potete immaginare cosa avviene davanti al televisore delle nostre case! Al bambino scappa la pipì, squilla il telefono, citofonano gli amici del figlio, la madre corre in cucina per finire di cucinare ecc...Tutti questi cambiamenti dovrebbero essere meticolosamente segnalati su questo telecomando oltre al telecomando normale del televisore. Questo vero e proprio oneroso lavoro dovrebbe essere svolto dalle famiglie per 5 anni, perchè le famiglie permangono in media per 5 anni. Ma sono state scoperte delle famiglie che stavano nel campione per 12-13 anni.
Tutto questo lavoro gratuitamente, perchè in realtà queste famiglie non vengono retribuite, ma ricevono un piccolo regalo ogni anno in forma di piccolo elettrodomestico. Vi rendete conto come si può pensare che questi dati siano realistici, quindi la pretesa di affidarsi totalmente al comportamento delle persone. Ora poi questo va collocato in una situazione italiana di duopolio televisivo e di duopolio politico con l'avvento del maggioritario in cui abbiamo due contrapposizioni politiche.
Allora si può facilmente immaginare che una famiglia che sia forte sostenitrice del Polo si ponga ad accendere il televisore sempre sulle reti Mediaset anche quando esce di casa, per ore e ore segnalando la presenza di queste reti; al contrario chi si identifica non so con la sinistra, detesta Berlusconi, detesta il Polo, si sintonizza sempre sulle reti Rai e può segnalare anche la presenza di ospiti fino a 99 persone, quindi è un sistema che fa acqua da tutte le parti. In più in questo libro vengono riportate una serie di interviste a famiglie Auditel che sono in realtà totalmente segrete e la società Auditel si è sempre rifiutata di rivelare alcun nome di queste famiglie.
Il Consiglio Nazionale di Utenza ha chiesto almeno di poter conoscere i nomi delle famiglie che sono uscite per verificare in qualche modo se questo rilevamento è fatto seriamente e loro si sono sempre rifiutati; però c'è stato un giornalista del giornale Cuore che è riuscito ad individuarne alcune di queste famiglie, perchè poi non è difficile, e ne ha intervistate almeno una decina. Chiaramente hanno confermato tutta la precarietà e la buffonata di questo tipo di rilevamento. Inoltre c'è stata una famiglia che si è dimessa pubblicamente mandando una lettera alla Repubblica, è avvenuto nel '97, dichiarando esattamente quello che vi ho detto e specificando che avevano accettato un po' per curiosità e un po' per spirito di sentirsi importanti, ma dopo un paio di mesi nessuno della famiglia si è più interessato al telecomando che è stato abbandonato in questo modo.
Ora vi faccio un esempio molto concreto che è proprio avvenuto in questo periodo. Avete seguito sicuramente tutti i mondiali di calcio in questi giorni, allora l'Auditel ha trasmesso un dato per la partita Italia-Ecuador, cioè per la prima partita dell'Italia, di un ascolto di circa 19 milioni di italiani ottenendo l'81% di share, quindi facendo i conti ciò vuol dire, sempre secondo l'Auditel, che ci sono state 19 milioni di persone che hanno visto la partita ed altri 5 milioni e mezzo che visionavano altre reti. Tenete conto che l'Auditel registra e monitorizza le reti Rai, le reti Mediaset e altre poche reti nazionali, quindi dobbiamo immaginare che ci sia stato qualche altro milione di persone che non era interessato al calcio e che era sintonizzato sulle emittenze locali. Quindi 24 milioni e mezzo più questi altri milioni.
Poi ci sono qualche milione di bambini sotto i 4 anni, perchè l'Auditel parte a misurare la popolazione dai 4 anni in su e siamo già intorno ai 30 milioni. Ora c'è un particolare che l'Auditel considera solamente gli apparecchi nelle prime abitazioni delle famiglie, escludendo dal campione tutti i luoghi pubblici e privati: ospedali, caserme, uffici, luoghi di ricreazione eccetera. Ora considerando che eravamo in una giornata feriale all'ora di pranzo dobbiamo pensare che in realtà la massima parte degli italiani questa partita l'ha vista nei luoghi di lavoro; lo stesso Parlamento si è fermato per 90 minuti ecc...
Questo vuol dire che se 20 milioni la vedevano in casa dobbiamo pensare che almeno altri 20-25 milioni la vedevano nei posti di lavoro. Secondo l'Auditel arriviamo al totale della popolazione italiana; allora questo cosa vuol dire che non si può nemmeno immaginare una situazione di coprifuoco in caso di guerra nucleare! Quello che ho detto ci da tutta la misura della truffa che esiste dietro questi dati. Perchè questi dati possono essere gonfiati o manipolati? E' facilmente comprensibile perchè intorno all'Auditel girano ormai interessi nella misura di quasi ottomila miliardi di lire, parlo ancora in lire, l'anno. Siccome l'Auditel è una società di cui fanno parte la Rai, Mediaset e l'Upa (Utenti pubblicità Associati), nessuno ha interesse a creare squilibri all'interno del sistema perchè tutti hanno paura che si creino dei dissesti e sappiamo che tutti i mercati hanno bisogno di stabilità.
Questo è il motivo per cui nonostante tante denunce di istituzioni così importanti, ancora oggi siamo in questa situazione. La cosa più grave è che abbiamo una legge del luglio 1997 totalmente disattesa, perchè in quell'anno nel marzo fu organizzato dal Garante per l'editoria e la radiodiffusione un convegno nazionale sull'Auditel in cui furono denunciate tutte queste cose che io vi ho appena detto; questo convegno è stato del tutto interrato però a seguito di questo convegno è stata fatta una legge che prevede che il rilevamento degli ascolti televisivi proprio per la loro importanza che hanno nell'intera vita del paese siano fatti dalla nuova istituzione nata nel '97 che ha sostituito il Garante e che è l'Authority per le garanzie nelle comunicazioni.
Da allora siamo in attesa che questa legge venga esaudita ma purtroppo siamo prigionieri di questo sistema che si ricollega a tutto il discorso che abbiamo fatto sulla cattiva programmazione televisiva che è totalmente collegata ai dati Auditel. La risposta che viene sempre data a qualsiasi critica venga fatta alla qualità della programmazione televisiva, è che: "La gente vuole quello!". Ora invece dovete sapere che non è assolutamente vero che la gente vuole quello, basti dire che c'è stato, l'ultimo baluardo ormai è caduto, un rapporto del Moica (Movimento italiano casalinghe) si cita sempre la casalinga come se fosse l'ultima "beota" non si capisce perchè, in cui si sono dichiarate totalmente critiche e insoddisfatte della televisione che giudicano volgare, futile e violenta, soprattutto preoccupate della mancanza di trasmissioni adatte ai bambini.
Perchè poi dobbiamo dire che una televisione adatta ai bambini è una televisione adatta a tutti. Io faccio parte di una generazione che è cresciuta e si è formata con la televisione e nella mia casa non c'è stata la preoccupazione che c'è oggi; addirittura si colpevolizzano i genitori che non stanno accanto ai bambini in qualsiasi momento questi accendano la televisione, tanto che io anni fa lanciai una provocazione dicendo: "Sulla televisione scriviamoci: attenti può nuocere gravemente alla salute". Grazie.