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AGE - Scuola De Amicis Fidenza (Parma) Progetto Famiglia-Minori: I bambini figli della Tv

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Roberta Gisotti 13/01/2005

AGE - Scuola De Amicis Fidenza (Parma) Progetto Famiglia-Minori: I bambini figli della Tv
La migliore età in Tv: bilancio 'nero' per l'anno della famiglia 2004 - Conferenza di Roberta Gisotti
 

Tv principale imputata tra i media di violazioni ai diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. L'Anno 2004, dedicato dall'Onu alla famiglia, non ha fatto eccezione. Ogni 5 minuti - sugli schermi televisivi - si ascoltano urla e insulti, ogni 9 minacce, ogni 21 parolacce, ogni 7 si vedono armi, ogni 11 atti violenti, ogni 15 scene di guerra, ogni 18 si assiste a ferimenti, ogni 20 a esplosioni, ogni 35 a omicidi. Questo va in onda sulle Reti nazionali ogni giorno. Gli abusi non hanno risparmiato le cosiddette fasce protette, dalle 16 alle 19, quando i bambini dai 4 ai 14 anni davanti alla Tv sono circa 1 milione, ma sono meno della metà di quelli in prima serata, che sono quasi 2 milioni e mezzo; ce ne sono poi oltre mezzo milione tra le 22.30 e le 2 di notte; e a nulla sono valsi i famosi 'bollinì e 'farfalline' che segnalano i programmi per adulti, perchè quasi la metà dei bambini dai 7 ai 14 anni hanno la Tv in camera, e molti sono indotti proprio dai divieti a guardare i programmi 'proibitì.
Sono state decine di migliaia le proteste giunte attraverso enti, organismi e privati cittadini, associazioni dei consumatori a servizi opinioni di emittenti, redazioni di programmi televisivi, giornali, agenzie stampa, o direttamente al Comitato Tv e minori. In cima alla lista 'nera', decine di film, tv movie, telefilm e fiction; a seguire, fonte di aspre polemiche il genere dei reality e people show (Grande Fratello, Bisturi! Nessuno è perfetto, La Talpa, L'Isola dei famosi, La Fattoria, Music Farm, Campioni, I fantastici 5, Il ristorante); sotto accusa anche programmi di varietà e d'intrattenimento familiare (Domenica in, Buona Domenica, C'è posta per te, Uomini e donne, Al posto tuo, Stasera pago io.....) e perfino programmi per ragazzi e giovani, trasmissioni d'informazione, costume e satira (Verissimo, La vita in diretta, Studio aperto, Lucignolo, Le Iene, Blob, Otto e mezzo, Spicy Tg......) e telegiornali (Tg 1, Tg 2, Tg 4, Tg 5); sul banco degli accusati pure diverse pubblicità (Tim, Dolce e Gabbana, Gaultier, Mazda, Opel....oltre che alcolici e pressanti spot di merendine, gelati, bevande); infine film porno e trasmissioni hard, come quelle del canale satellitare "Superpippa Channel", che trasmetteva in chiaro nel pacchetto base di Sky Tv.
Principali imputazioni: violenza, sesso, volgarità, turpiloquio, blasfemia, morbosità, scabrosità, voyeurismo, violazione della privacy, ma anche confusione tra recita e realtà, proposta di modelli negativi e incitamento a comportamenti lesivi, spettacolarizzazione e banalizzazione dei sentimenti, sfruttamento dell'immagine femminile, presenza inopportuna di minori. Da segnalare al riguardo il discusso divieto introdotto in maggio dalla legge Gasparri di mostrare minori di 14 anni nelle pubblicità televisive, forse a rimuovere ancor di più l'infanzia negata. Norma comunque disattesa e già riportata all'esame del Parlamento per essere abrogata.

Piccoli cittadini senza voce nei Media

Sono circa 9 milioni e mezzo i bambini e i ragazzi sotto i 18 anni, piccoli cittadini, grandi consumatori, una moltitudine senza voce, che asseconda mode e tendenze, assimila stili di vita, subisce in silenzio traumi e abusi, guardando la Tv, navigando su Internet, sfogliando giornali, andando al cinema. Famiglie e genitori riuniti in associazioni e movimenti protestano e denunciano, gli esperti compilano studi e lanciano allarmi, si organizzano Convegni e Seminari, si riuniscono Comitati e Commissioni, si consultano Codici e Carte deontologiche, poi la polemica smonta e tutto resta o torna come prima.

Leggi, Codici e Carte per difendere i minori

Leggi inosservate, Codici disattesi, Carte stracce che non hanno raggiunto lo scopo di tutelare l'infanzia nei Media. In una rassegna, dal dopoguerra ad oggi, troviamo 27 principali testi di riferimento, dalla Costituzione dello Stato fino alla Legge Gasparri del 2004. E la lista potrebbe allungarsi con alcune normative comunitarie, con diversi atti parlamentari e con vari rimandi di altre legislazioni.
L'enunciazione particolareggiata dei diritti del minore si ripete, si aggiorna e si perfeziona ma col passare degli anni appare sempre più estraniata dal reale contesto dei Media, dove al contrario la dimensione dell'infanzia e dell'adolescenza appare sempre più marginale, se non quando viene evidenziata nelle sue manifestazioni patologiche o strumentalizzata a fini commerciali o per affermare tendenze o ricercare consenso tra i giovani.
Paradossalmente si è arrivati a negare il diritto di 'esistere' per i minori nei media, cui è proibito praticamente tutto sulla carta, per poi lasciare che il tutto sommerga comunque bambini e ragazzi, ad ogni istante. Si favoleggia di un mondo adulto dedicato a promuovere il benessere e il corretto sviluppo fisico, psichico e morale dei più giovani, e si assiste indifferenti alla schizzofrenia educativa cui sono sottoposti i ragazzi, che a casa, a scuola, in parrocchia, al centro sportivo ascoltano genitori, insegnanti, catechisti, allenatori argomentare su principi 'medievalì di comportamento sociale e morale rispetto al mondo dei Media che li circonda e che impone loro di adeguarsi pena l'esclusione dal gruppo e l'isolamento psicologico.

I paladini dell'infanzia con le armi spuntate

Comitati, Commissioni, Osservatori, Consigli, Consulte, Giurì e Autorità istituite per controllare il rispetto di Leggi Codici, Carte sui diritti dei minori nei Media: ce ne sono ben 18 a livello nazionale, nei settori Tv, Radio, Giornali, Internet Pubblicità. Un esercito di 450 'paladinì schierati a difesa dell'infanzia, arruolati tra i migliori sul campo, tra esperti psichiatri, psicologi, sociologi, pediatri, pedagoghi, educatori, magistrati, avvocati, giornalisti, docenti di comunicazione, critici cinematografici e televisivi, sacerdoti, rappresentanti di utenti e consumatori, di associazioni familiari, esponenti della stampa, della televisione, della case di produzione cinematografica, dei server provider per internet.... Cittadini meritevoli, professionisti con ottimi curriculum, persone mosse dalle migliori intenzioni.

Un esercito di 'perdentì se ogni giorno l'infanzia viene 'tradita' dai Media, ignorata o danneggiata, come denunciano gli stessi 'paladinì nei rapporti, scrupolosamente e debitamente compilati a comprovare la loro attività. E se l'opinione pubblica ne ignora - in massima parte - perfino l'esistenza, nessuno reclama lo scioglimento di tante Istanze, che a nulla servono - allo stato attuale - se non a coprire formalmente la sostanziale incapacità dello Stato ad assolvere ad un compito primario previsto dalla Carta costituzionale: proteggere l'infanzia e la gioventù, anche dallo strapotere dei Media deviati.

 

 

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