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Roberta Gisotti 27/05/2008

Riportato alla sua bellezza originaria il Mausoleo "dei Valeri" nella Necropoli Vaticana. Stamani, nella Sala della Biblioteca della Fabbrica di San Pietro, la presentazione alla stampa del restauro.
Dieci mesi di lavoro con bisturi, microtrapani e apparecchiature laser. Il risultato è davvero magnifico. Oggi, il Mausoleo che prende il nome dalla famiglia dei Valeri, il più grande e lussuoso sepolcro di tutta la Necropoli Vaticana, torna al suo antico splendore, costruito poco dopo la metà del II secolo, all'epoca dell'imperatore Marco Aurelio. A presentare l'opera di restauro, il cardinale Angelo Comastri, presidente della Fabbrica di San Pietro, insieme a chi ha promosso, coordinato ed eseguito i lavori sotto la direzione dei due restauratori, Franco Adamo ed Adele Cecchini. Al progetto conservativo hanno concorso finanziariamente la Fondazione Pro Musica e Arte Sacra, la Mercedes Benz-Italia ed altri sponsor. Scoperta solo nel 1943, e sottoposta a parziali interventi tra il '57 ed il '58, la Tomba - detta anche "del sapiente" per i tanti elementi e riferimenti sapienziali che troviamo nella camera funeraria - si trova al centro del percorso che conduce alla venerata sepoltura dell'Apostolo Pietro, sotto l'altare maggiore della Basilica. Una moderna teca di cristallo permette oggi di osservare dall'esterno - senza alterare il delicato equilibrio microclimatico - la ricchezza cromatica dell'antico sepolcro, arricchito da nicchie, pilastrini, antropomorfi, bassorilievi, statue. Dalle iscrizioni presenti nel Mausoleo si deduce che Caius Valerius Herma, rimasto vedovo, vi seppellì i figlioletti di 4 e 12 anni, forse vittime della terribile peste che colpì Roma nel 166 d.C.