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Roberta Gisotti 29/05/2008

Benedetto XVI richiama la responsabilità dei governanti in tutto il mondo per garantire pace e dignità di vita ai popoli non solo nei loro Paesi. L'appello del Papa nel discorso di stamani ai nuovi nove ambasciatori presso la Santa Sede,
Che Dio vi sostenga nell'edificare una società pacifica. Così, il Papa ai nuovi ambasciatori, sottolineando l'interdipendenza degli Stati e dei loro Governi per il futuro dell'umanità:
"Dans le monde actuel, les responsables des Nations...
"Nel mondo attuale - ha detto - i responsabili delle Nazioni hanno un ruolo importante, non solamente nei loro Paesi, ma nelle relazioni internazionali, perchè tutte le persone, laddove vivono possano beneficiare di condizioni decenti di vita. Per questo - ha continuato il Santo Padre - la principale misura in materia politica è la ricerca della giustizia, affinchè siano innanzitutto rispettati la dignità e i diritti di ogni essere umano, e perchè tutti gli abitanti di un Paese possano partecipare della ricchezza nazionale".
E "lo stesso vale sul piano internazionale". "I Paesi ricchi - ha ammonito Benedetto XVI - non possono appropriarsi, solo per loro, di ciò che proviene da altre terre. E' un dovere di giustizia e di solidarietà - ha sottolineato - che la comunità internazionale sia vigile sulla distribuzione delle risorse, ponendo attenzione alle condizioni propizie allo sviluppo dei Paesi che sono nel maggior bisogno". "Al di là della giustizia - ha aggiunto il Pontefice - è necessario sviluppare anche la fraternità per edificare delle società armoniose, dove regnino la concordia e la pace, e per regolare gli eventuali problemi che sorgessero, attraverso il dialogo e la negoziazione e non attraverso la violenza sotto tutte le sue forme, che non può che colpire i più deboli e i più poveri tra gli uomini".
Infine, un richiamo alle Chiese locali perchè "non manchino di fare tutti gli sforzi possibili per contribuire al benessere dei loro compatrioti", "instancabilmente" a servizio "dell'uomo uomo, di tutti gli uomini, senza discriminazioni alcuna."