Il nome del giornalista di origine iraniana è stato infatti reinserito nella lista della stampa accreditata, dopo le vibrate proteste di organi e associazioni professionali del mondo giornalistico italiano ed estero e di numerose personalità politiche.
"A nome della FAO", Nick Parsons, responsabile della comunicazione dell'agenzia ONU ha presentato "le scuse" "per questo incidente." "Una riparazione giusta ma tardiva" - ha commentato il segretario nazionale della Federazione nazionale della stampa italiana, Franco Siddi - che rende quanto mai esplicito - ha osservato - l'intento di chi si è posto l'obiettivo di non far seguire l'intervento del presidente Ahmadinejad e di non far fare domande al collega".
Siddi in una nota accusa la FAO, di aver "contraddetto, con una censura inaccettabile, le ragioni fondanti delle organizzazioni delle Nazioni Unite: il dialogo con tutti i popoli, il rispetto delle minoranze, dei diritti umani e civili fuori da ogni discriminazione. La civiltà democratica - prosegue Siddi - si fonda sul pluralismo delle idee e sul riconoscimento del ruolo dell'informazione strumento di consapevolezza, di convivenza e di denuncia. In particolar modo a favore di chi si batte per la democrazia contro odiosi regimi che tappano la bocca a centinaia di giornalisti e che sbarrano decine di quotidiani come è successo in Iran'.
La FNSI - conclude Siddi - 'è al fianco di coloro che si battono per questi principi per dare voce a tutti, non solo ai potenti ed ai capi di Stato". "Coerentemente a ciò", Siddi annuncia per domani un'assemblea dell'Associazione giovani iraniani in Italia, che sarà ospitata nella sede di Roma.