Notizia letta 120932 volte
Roberta Gisotti 05/06/2008

Fervono gli ultimi preparativi nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma per accogliere il Papa, il 28 giugno prossimo, giorno dell'apertura ufficiale dell''Anno Paolino', nella memoria bimillenaria dell'Apostolo delle Genti. Il
"Sarà un grande evento per la Chiesa universale, con un forte impronta ecumenica", ha sottolineato nel suo intervento il cardinale Cordero Lanza di Montezemolo:
"Un anno dedicato a San Paolo e, come ha spiegato il Papa, con due scopi principali: conoscere meglio e far conoscere meglio San Paolo, tutto il suo insegnamento e la ricchezza gigantesca di quello che ha insegnato - anche se spesso può apparire difficile, ermetico e poco conosciuto - e dare un fine ecumenico, pregando ed operando per l'ecumenismo e cioè per l'unità. La rispondenza è molto forte e quindi speriamo e ci attendiamo che l'Anno Paolino sia veramente un grosso beneficio per tutta la cristianità":.
Ad inaugurare l'Anno Paolino sarà Benedetto XVI. Il Papa, una volta giunto nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, per prima cosa accenderà la fiamma paolina e la consegnerà ai monaci perchè possa ardere per tutto l'anno, che si chiuderà il 29 giugno del 2009. Quindi, Benedetto XVI aprirà la Porta Paolina, simmetrica rispetto alla Porta Santa della Basilica, per poi celebrare i Primi Vespri: con lui saranno il Patriarca ecumenico ortodosso, Bartolomeo I, che ha già confermato la sua presenza, ed un rappresentante della Chiesa anglicana, inviato dall'arcivescovo di Canterbury, impossibilitato ad intervenire alla cerimonia.
Tante le iniziative di carattere pastorale, religioso-culturale, artistico di altissimo profilo che si svolgeranno in questo Anno, in particolare per accogliere le migliaia di pellegrini attesi a Roma. Ne ha parlato mons. Liberio Andreatta, annunciando da parte dell'Opera romana pellegrinaggi un impegno davvero ingente ed accordi importanti con il Comune di Roma.
La figura di Paolo "è emblema di speranza per il dialogo tra le Chiese occidentali e orientali ed è altresì un invito al dialogo tra culture diverse", ha aggiunto padre Cesare Atuire, amministratore delegato dell'Opera romana pellegrinaggi.
Grande entusiasmo, dunque, per rendere onore a questa grande figura di Paolo, cittadino romano, di famiglia ebraica, nato a Tarso nell'odierna Turchia, convertitosi sulla via di Damasco in Siria, apostolo instancabile, in cammino per 16 mila chilometri per il mondo. Un cittadino globale - si direbbe oggi - nella pluralità di culture che ha attraversato.