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Si celebra oggi la Giornata mondiale della Popolazione, promossa dalle Nazioni Unite

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Articolo in: Radio Vaticana  

Roberta Gisotti 11/07/2008

Si celebra oggi la Giornata mondiale della Popolazione, promossa dalle Nazioni Unite
All'alba di un "millennio urbano" - così l'ONU ha 'battezzato' questo inizio del secolo XXI - quando metà degli abitanti del pianeta vive ormai nelle città e nelle metropoli, le Nazioni Unite puntano i riflet
 

D. - Prof. Golini anzitutto cosa s'intende con l'espressione pianificazione familiare? Sappiamo che nel passato e tutt'ora questa materia ha sollevato dibattito e polemiche in ambito ONU?
R. - Sì: molto dibattito e molte polemiche. In effetti, per pianificazione familiare si intende avere la possibilità di stabilire quanti figli si desiderano e quando li si desidera. Ma la verità è che la pianificazione familiare si è allargata ad un cosiddetto concetto di "salute riproduttiva", cioè si è allargato molto l'arco temporale tra la comparsa della maturità sessuale, ormai a 12-13 anni, e l'età del matrimonio che va spesso fino ai 25-28 o addirittura 30 anni. Quindi, in questo arco temporale di piena maturità sessuale si vogliono assicurare ai giovani questi cosiddetti servizi di salute riproduttiva.

D. - Quali sono questi servizi di salute riproduttiva che indica l'ONU?
R. - Sulla salute riproduttiva, anche qui si sono avute battaglie furibonde, ma sono soprattutto l'assistenza ginecologica e ostetrica durante la gravidanza e durante il parto, le cure ostetriche d'emergenza e - per l'appunto - i sistemi di pianificazione familiare. Il punto-chiave è l'aborto: questa volta, l'ONU non include l'aborto nei tre servizi di salute riproduttiva che sono specificamente presentati per questo 11 luglio 2008. Quindi, è veramente una cosa importante da sottolineare, il fatto che l'aborto non sia considerato un sistema di pianificazione familiare.

D. - Lei ritiene opportuna la scelta di questo tema quale priorità rispetto alla complessità di problemi che lo sviluppo demografico pone al pianeta?
R. - Certamente ci sono molti altri problemi, per esempio quello dell'invecchiamento della popolazione nei Paesi sviluppati ma anche nei Paesi in via di sviluppo. Però, bisogna dire che questo della pianificazione familiare è un tema importante. Intanto, perchè l'Africa ha ancora un numero medio di figli per donna pari a cinque, quindi un numero elevatissimo che è insostenibile e che porterà l'Africa ad accrescersi di un miliardo di persone da qui al 2050. E poi perchè la strada della fecondità, nei prossimi decenni, si è fatta molto stretta e quindi solo con una pianificazione familiare, attenta e consapevole, si possono perseguire obiettivi di uno sviluppo sostenibile di popolazione.

D. - Lei ha citato anche il problema dell'invecchiamento della popolazione nei Paesi sviluppati. A che punto siamo nelle politiche per gestire al meglio questo fenomeno?
R. - C'è un impegno tra i Paesi occidentali, che sono abbastanza ricchi, per potere affrontare il fenomeno dell'invecchiamento con una giusta preoccupazione ma avendo risorse; il problema preoccupa molto di più i Paesi in via di sviluppo perchè, come diceva un rappresentante proprio in sede ONU, i Paesi in via di sviluppo diventeranno vecchi prima di diventare ricchi. Per esempio, la Cina si aspetta un incremento di 87 milioni di ultraottantenni da qui al 2050, l'India di 45 milioni di ultraottantenni. Quindi, le sfide dell'invecchiamento sono certamente importanti per noi, ma anche per il mondo in via di sviluppo.

 

 

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