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Roberta Gisotti 27/08/2008

Cinquantuno associazioni ambientaliste europee, raggruppate nella sigla T&E, richiamano i produttori di autoveicoli a ridurre gli agenti inquinanti.
L'obiettivo di emissioni medie di 130 g. per chilometro, previsto per il 2012 dalla normativa proposta dalla Commissione europea, richiede infatti maggiore impegno da parte dei costruttori.
L'appello viene lanciato in base ad uno studio su progressi compiuti sul fronte antinquinamento, nel 2007, da 14 Case automobilistiche in 18 Paesi del continente. In cima alla lista è BMW, che ha fatto registrare i migliori risultati con il taglio del 7,3 % del CO2. Bene anche Hyundai (-3,9%) e Daimler (-3,5%). Le case giapponesi sono invece tra le meno diligenti: si salva solo Toyota (con -2,4%) mentre Mazda ha ridotto le emissioni dell'1,4%, Suzuki dello 0,8%, Nissan dello 0,5%, e Honda le ha addirittura aumentate dell'1,1%. Tra le case americane, molto male Ford (-0,2% ). Per quanto riguarda FIAT, la riduzione del 2% la porta al quinto posto rispetto al nono del 2006 nella classifica generale.
Da rilevare che gli obiettivi comunitari - sottolinea il rapporto degli ambientalisti - sono leggermente diversi tra ogni costruttore dipendendo dal peso medio delle autovetture. Quindi, se le emissioni dovranno diminuire in totale del 17% entro il 2012 - sottolinea la ricerca - maggiori sforzi dovranno fare Suzuki, che deve ancora ridurre la CO2 del 25%, Daimler e Mazda entrambe del 24%; oltre a BMW e Volkswagen del 19%. Per PSA, Renault e FIAT, il traguardo sarà invece, più facile, dovendo diminuire le emissioni rispettivamente del 10%, 13% e 14%. (A cura di Roberta Gisotti)