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Roberta Gisotti 02/12/2008

La crisi finanziaria e le minacce del terrorismo non devono distogliere l'attenzione della comunità internazionale dai bisogni dei più poveri nel mondo. Cosi si è espresso l'arcivescovo Celestino Migliore, osservatore permanen
Sopra le nostre teste a Doha incombe una nube, ha esordito l'arcivescovo Celestino Migliore: è "l'ansia per le conseguenze economiche e politiche di una crisi finanziaria senza precedenti e la persistente devastante presenza del terrorismo, come evidenziato dai tragici eventi di Munbai, in India". "Queste crisi - ha osservato il presule - rappresentano un'enorme sfida" per trovare modo di occuparsi dei più bisognosi.
"Alle sue radici - ha chiarito l'osservatore permanente della Santa Sede - la crisi finanziaria non è un fallimento d'ingegnosità umana, ma piuttosto di condotta morale". E purtroppo oggi si vedono "gli effetti di tale cupidigia di breve termine e mancanza di prudenza", cosicchè quelli che da poco erano usciti dall'estrema povertà probabilmente ora vi ricadranno".
"Noi spesso parliamo - ha proseguito mons. Migliore - di sviluppo sostenibile" per soddisfare "le necessità del presente senza compromettere la capacità per le future generazione di soddisfare le loro necessità". "Allo stesso modo - ha sostenuto il presule - la finanza sostenibile dovrebbe soddisfare le necessità presenti del capitale, assicurando insieme la preservazione e l'incremento delle risorse a lungo termine". Da qui, l'auspicio della Santa Sede perchè "il principio di uno sviluppo finanziario sostenibile sia applicato ai mercati finanziari". Questa è la grande sfida della Conferenza di Doha: "Niente meno che assicurare, in modo sostenibile, il finanziamento per lo sviluppo".
Infine, un richiamo alla comunità internazionale perchè rispetti "le voci di quei Paesi e individui che hanno maggior bisogno di assistenza finanziaria". Cosi anche mons. Migliore ha sollecitato che sia ridefinito il ruolo delle istituzioni Bretton Woods e cosi pure i cosiddetti G8 e G20 ascoltino le voci di quelli che hanno di maggior bisogno assistenza nello sviluppo.