Notizia letta 120941 volte
Roberta Gisotti 10/02/2009

"Evoluzione biologica: fatti e teorie", questo il tema della Conferenza internazionale, che avrà luogo a Roma dal 3 al 7 marzo, organizzata dalla Pontificia Università Gregoriana, in collaborazione con l'Università statu
"Un evento particolarmente importante nei rapporti tra scienza e fede", ha sottolineato padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa, offrendo la parola a mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, che già nella fase preparatoria dei lavori, nei mesi scorsi, aveva chiarito che Bibbia e teorie evoluzioniste non sono a priori incompatibili. Ha ribadito oggi la necessità del dialogo che deve intercorrere tra scienza e fede:
"E', questa, un'esigenza che viene sempre più ribadita perchè nessuno di questi due approcci è di sua natura capace di esaurire la complessità, la vastità di questo orizzonte che è il mistero-Uomo o il mistero-Universo".
Ha citato a sostegno di questa evidenza, mons. Ravasi, tre pensatori della statura di Nietzsche, Plank e Pensias, sostenitori in diverso modo della non inimicizia o contrasto e finanche della complementarità di religione e scienza, pure in sfere separate:
"Ecco la prima grande esigenza di questo Convegno: la necessità di ristabilire ancora questo dialogo nella diversità".
Ma quando - si è chiesto l'arcivescovo Ravasi - si creano difficoltà nel dialogo? Quando si travalicano i confini e si creano confusioni:
"Io vorrei ricordare soltanto il trapasso che l'evoluzione ha subito diventando evoluzionismo. La teoria scientifica da discutere secondo lo statuto scientifico si è trasformata progressivamente in un sistema ideologico interpretativo dell'intera realtà umana, passando oltre - perciò - il suo ambito specifico. Ed ecco, per esempio, il sorgere di quella assurdità, a mio avviso, che è il darwinismo sociale".
Ha spiegato mons. Ravasi che l'autore della Genesi non aveva lo scopo di dare risposte scientifiche:
"Piuttosto, egli voleva rispondere ad un quesito teologico, usando naturalmente anche la strumentazione del suo tempo. Che senso ha l'Uomo nel cosmo e in se stesso? La sua non era, quindi, un'analisi nè di paleoantropologia, di paleontologia, di astrofisica ma di filosofia e di teologia".
"La vera alternativa - ha concluso il presidente del Pontifico Consiglio della Cultura - non è quindi tra evoluzione e creazione":
"Sono due interpretazioni, due analisi della realtà da angolature diverse. Caso mai, se ci dev'essere tensione, discussione, dialettica, è tra due sistemi di pensiero. Ecco, quell'evoluzione che è diventata evoluzionismo o quella creazione - dottrina teologica - che è diventato creazionismo, cioè è diventato sistema di pensiero anche scientifico, in questo caso; o l'evoluzionismo che è diventato sistema di pensiero anche filosofico. Allora, in questo caso, ci può essere un eventuale non dico 'scontro', ma sicuramente una dialettica abbastanza severa".