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Roberta Gisotti 09/03/2009

Benedetto XVI, terzo Papa nella storia della Chiesa, pellegrino in Terra Santa dopo Paolo VI nel 1964 e Giovanni Paolo II nel 2000. L'annuncio ufficiale ieri all'Angelus è stato accolto con gioia da cristiani e non cristiani del Medio Orien
D. - Padre Pizzaballa, come ha accolto lei questo annuncio, messo in discussione negli ultimi mesi da eventi bellici e tensioni tra mondo cristiano e mondo ebraico?
R. - Naturalmente noi eravamo già informati di questa decisione, per cui non siamo stati colti di sorpresa. Ci fa ugualmente piacere, però, sapere che il Papa viene, e soprattutto che lui stesso abbia annunciato questa visita, dando così anche rilevanza a questo evento, che sicuramente sarà particolare.
D. - Benedetto XVI compirà questo pellegrinaggio - come ha anticipato lui stesso - "per domandare al Signore il prezioso dono dell'unità e della pace per il medio Oriente e per l'intera umanità". Può sembrare una domanda ingenua ma qual è l'ostacolo più grande al momento per raggiungere questo obiettivo, che sembra impossibile proprio in Terra Santa?
R. - Non è facile rispondere. Ingenuamente posso rispondere, un po' come la domanda, che il problema siamo noi, sono le persone, gli uomini che vivono qui, le storie, le religioni, gli attaccamenti appassionati, in maniera forse eccessiva, alla propria identità con la paura di accogliere l'altro. Io credo che in questo senso la visita del Papa ci sarà di grande incoraggiamento, ci aiuterà a guardare alto, a volare un po' più in alto di quanto abbiamo fatto finora.
D. - Padre Pizzaballa, ci si aspetta solo bene da questa visita o ci sono anche dei dubbi e timori o possibili incomprensioni anche da parte di altri soggetti politici e religiosi?
R. - Naturalmente la Terra Santa è un crocevia molto delicato e anche gli equilibri sono molto delicati, sia tra le Chiese, come tra le diverse fedi, tra i popoli, la politica. Quindi, il Papa entra così in una cristalliera molto delicata, dove le strumentalizzazioni sono sempre in agguato. Ma sono certo che il Papa con la sua personalità, con il suo linguaggio, non si lascerà prendere da tutte queste considerazioni.
D. - In che modo la Custodia di Terra Santa si sta preparando a questo importante evento?
R. - I preparativi sono tantissimi dal punto di vista logistico, religioso, liturgico. Abbiamo finito da poco diverse riunioni e ne faremo altre con tutte le autorità competenti. Il tempo non è tantissimo, a dire il vero, ma confido che riusciremo a dare una degna accoglienza a Sua Santità.