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Roberta Gisotti 26/03/2009

"Libertà religiosa e reciprocità": è il tema di grande attualità proposto oggi e domani in un Convegno internazionale promosso dalla Facoltà di Diritto canonico della Pontificia Università della Santa Cr
Appare opportuno che la Chiesa approfondisca il concetto di "reciprocità" in ambito "interreligioso" e indichi "norme chiare" di "applicabilità", cosi pure "i limiti invalicabili" da tutelare "nei Paesi di tradizione musulmana", e "le strade da percorrere" laddove i cattolici soffrono ingiustamente. Queste le conclusioni del cardinale Jean-Louis Tauran, dopo avere indagato nel suo intervento sul tema della reciprocità auspicando che si possa superare una certa "frammentarietà", "nota distintiva" negli interventi di epoca conciliare e anche dopo.
Già accennava Giovanni XXIII nella 'Pacem in Terris' alla "reciprocità di diritti e di doveri tra persone diverse". Mentre Paolo VI, collegava nell''Ecclesiam Suam', la reciprocità al dialogo interreligioso. Si parlerà poi nel Concilio di "reciproco rispetto della dignità spirituale" e nella 'Gaudium et Spes' del compito della Chiesa di rispondere agli interrogativi degli uomini "sulle loro relazioni reciproche". Ancora Giovanni Paolo II tratterà nella 'Mulieris dignitatem' della reciprocità dei rapporti uomo donna e nella 'Redemptoris missio' del dialogo interreligioso in termini di "arrichimento reciproco", e in altri discorsi pubblici affermava la reciprocità in tutti i campi nelle relazioni con l'islam, comprese le libertà fondamentali, specie quella religiosa. Così come Benedetto XVI, in continuità con i predecessori sta insistendo sulla "necessità di una vera reciprocità", nei rapporti tra Chiesa ed Islam, "strettamente legata all'esigenza di un più grande rispetto tra le parti".
Ha infine ricordato il cardinale Tauran, di avere lui stesso ripetuto 'ad nauseam' riferendosi ad un preciso contesto - l'assenza di luoghi di culto cristiani in Arabia Saudita - "che come i musulmani hanno diritto di poter pregare in moschee nei Paesi a maggioranza cristiana" "nello stesso modo i cristiani hanno il diritto di avere i propri luoghi di culto nei Paesi a maggioranza musulmana. E questo in nome del principio della reciprocità", di cui ha parlato Benedetto XVI segnando "senz'altro un progresso", ma a tutt'oggi manca - ha lamentato il capo del dicastero vaticano per il dialogo interreligioso - "una illustrazione approfondita di tale principio".