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Roberta Gisotti 22/04/2009

"Un successo" dopo tante controversie: così l'Alto Commissario dell'Onu per i diritti umani, Navy Pillay, ha commentato ieri l'approvazione a sorpresa, con tre giorni di anticipo, del documento finale della seconda Conferenza
Soddisfazione generale a Ginevra per un atto definito "la risposta giusta" della Conferenza alle contestazioni che avevano accompagnato l'apertura dei lavori e dopo la pioggia di critiche all'intervento del presidente iraniano, che aveva profittato della tribuna dell'Onu per lanciare invettive contro Israele. E' stato dunque approvato ieri nel tardo pomeriggio il testo finale, senza modifiche rispetto alla bozza contestata da alcuni Paesi occidentali per alcuni passaggi riferibili - a loro dire - ad Israele e all'antisemitismo. Da qui le defezione di Stati Uniti, Israele, Australia, Nuova Zelanda, Germania, Italia, Olanda, Polonia, che hanno disertato la Conferenza di Ginevra, abbandonata poi anche dalla Repubblica Ceca dopo il discorso del leader iraniano.
Si è detto "incoraggiato" il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, lanciando un appello agli Stati assenti a Ginevra di unirsi a tutta la comunità internazionale in quel "processo continuo" che è la lotta al razzismo e alla discriminazione razziale. Il documento - 16 pagine con 143 articoli - approvato per acclamazione, affronta ad ampio raggio i tanti temi del genocidio, dell'antisemismo, dell'Olocausto, della tratta degli esseri umani, dei diritti delle minoranze, dei popoli indigeni, degli zingari, delle donne, degli immigrati e dei rifugiati, degli ammalati di Aids, dei disabili, del diritto alla libertà d'espressione. Non contiene - ha sottolineato il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner - nessun riferimento alla "diffamazione delle religioni" e così anche non viene menzionato lo Stato di Israele, così come chiedevano i Paesi occidentali nel braccio di ferro - in fase negoziale - con i Paesi musulmani, ed è stato mantenuto il paragrafo sull'Olocausto, nonostante le richieste dell'Iran di cassarlo. Di parere diverso il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, che ha giudicato il documento finale "un compromesso al ribasso, fragile e contradditorio". Ma ribatte l'Organizzazione non governativa Human Rights Watch che questa Conferenza sarà ricordata per l'impegno nei confronti delle vittime del razzismo richiamando i Paesi assenti a sottoscrivere la Dichiarazione. A Ginevra i lavori continuano fino a venerdì 24. Ricordiamo che questa Assise è stata indetta dall'Onu per valutare l'attuazione degli obiettivi posti dalla prima Conferenza sullo stesso tema svoltasi a Durban, in Sudafrica, 8 anni fa, nel 2001, tanto che questa di Ginevra viene chiamata Durban 2.