Da qui la richiesta alla Banca mondiale di rivedere la disponibilità di risorse finanziarie, oltre ai 100 miliardi stimati per i prossimi tre anni. "Dobbiamo tradurre - sollecita in una nota il Fondo monetario internazionale - i nostri rispettivi impegni, inclusi quelli assunti dai partecipanti del vertice del G20 di Londra, in azioni coordinate e risorse addizionali". Gli esperti del FMI ritoccano anche le stime di ripresa per i Paesi del G20. Occorrono infatti maggiori stimoli fiscali rispetto a quelli previsti: passando da 780 a 820 miliardi di dollari nel 2009 e da 590 a 660 per il 2010, pari rispettivamente al 2 e all'1,5 del Prodotto interno lordo. A pesare sulle economie in evoluzione - ha spiegato Mario Draghi, Governatore della Banca d'Italia, intervenuto ai lavori del FMI - il peggioramento del credito, il ridursi dei flussi di capitale verso i Paesi emergenti e la caduta dei ricavi dell'export per effetto del declino dei volumi del commercio mondiale". Al di là dei segnali di ripresa - sottolineati nell'ultimo mese - nei Paesi industrializzati, c'è pure da annotare il taglio drastico delle stime di crescita annunciato oggi dal Giappone: da 0 per l'anno in corso a -3,3. Se fosse confermata sarebbe la peggiore contrazione dalla fine della seconda guerra mondiale. A preoccupare il Governo nipponico è la permanenza sui mercati dei cosidetti asset tossici, titoli inesigibili; una questione aperta - ha commentato il ministro delle finanze di Tokyo - che banche ed istituzioni finanziarie negli Stati Uniti e in Europa "non hanno ancora risolto del tutto".