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Dolore e vergogna della Chiesa per gli abusi sui minori negli istituti gestiti da religiosi in Irlanda

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Articolo in: Radio Vaticana  

Roberta Gisotti 21/05/2009

Dolore e vergogna della Chiesa per gli abusi sui minori negli istituti gestiti da religiosi in Irlanda
Il dolore e la vergogna della Chiesa universale di fronte - in particolare a casi di abuso sessuali - sono state espresse dal Papa incontrando negli anni scorsi i presuli irlandesi, statunitensi e australiani investiti da inchieste nei loro Paesi, che han
 

"E' importante stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro, assicurare che i principi di giustizia vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini abnormi". Questo il mandato che Benedetto XVI aveva affidato ai vescovi irlandesi incontrandoli in Vaticano durante la visita ad Limina, nell'ottobre del 2006. Si riferiva il Papa in particolare ai "molti casi dolorosi di abusi sessuali sui minori", "ancor più tragici quando a compierli è un ecclesiastico", di cui i presuli irlandesi nell'esercizio del loro ministero pastorale hanno dovuto rispondere negli ultimi anni.


Il dolore e la vergogna della Chiesa universale di fronte a tali tragici avvenimenti erano stati poi esplicitati da Benedetto XVI durante il viaggio verso gli Stati Uniti nell'aprile del 2008. "Mi riesce difficile comprendere - aveva detto parlando ai giornalisti sull'aereo papale - come sia possibile che alcuni sacerdoti abbiano potuto fallire in questo modo nella missione di portare sollievo, di portare l'amore di Dio" a dei bambini. "Provo vergogna", aveva detto, assicurando tutto l'impegno possibile per evitare il ripetersi di tali fatti. Quindi aveva sollecitato "una riposta determinata e collettiva" nella Chiesa e nella società, operando giustizia, escludendo i pedofili dal ministero sacerdotale, discernendo severamente i candidati al sacerdozio e sostenendo adeguatamente le vittime. "Nessuna mia parola - aveva detto il Papa ai vescovi statunitensi - potrebbe descrivere il dolore e il danno recati da tale abuso" alle vittime e a tutta la comunità ecclesiale. Per questo - aveva chiesto prima di ripartire dagli Stati Uniti - di pregare tutti per "un tempo di purificazione" e "di guarigione".


Su questi gravi "misfatti", che vanno condannati "in modo inequivocabile", il Papa era tornato a parlare nel viaggio apostolico in Australia, lo scorso luglio, perchè la Chiesa - aveva ribadito - sappia riconciliare, prevenire, aiutare e riconoscere le colpe. Benedetto XVI mostrava ancora una volta sollecitudine verso le vittime, alcune delle quali aveva voluto incontrare personalmente, cosi come aveva già fatto negli Stati Uniti, per ascoltare la loro storia ed unirsi a loro nella preghiera.

 

 

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